martedì, luglio 07, 2009

Crociata contro il cavaliere... o quasi

Si apprendono oggi le esternazioni del capo della CEI, monsignor Mariano Crociata – nomen omen - , il quale afferma, parlando a Le Ferriere, provincia di Latina, in un’omelia dedicata alla memoria di Santa Maria Goretti: «Assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo: c’è sfrenatezza e sregolatezza nei comportamenti sessuali e sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la paro la lussuria; salvo poi, alla prima occasione,servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere». La CEI ci tiene poi a precisare che a parte questo piccolo dettaglio i rapporti con l’attuale governo restano ottimi. Meno male.

Non che si voglia sminuire la gravità dell’avere un capo di governo buffone e ricattabile, ne tantomeno il fatto che in momenti in cui i terremotati dormono per strada, famiglie sul lastrico per causa della crisi che non è stata affrontata e compagnia bella il nostro presidente del consiglio spenda migliaia di euro in greggi di escort – termine elegante per dire prostituta– continuando a guardarsi non solo allo specchio ma anche negli obiettivi delle telecamere, per rassicurare gli italiani sulla sua integrità morale.

Ma la domanda che sorge spontanea è: come mai il clero è pronto a condannare – seppur con i guanti di velluto – i comportamenti sessuali di Silvio Berlusconi ma non un fiato su altre questioni molto più gravi come ad esempio i rapporti con la mafia? È un peccato che non ne parlino anche contestualmente a queste argomentazioni: il monito sull’uso strumentale del richiamo alla moralità – sacrosanto – acquisterebbe tutto un altro gusto e tutta un’altra credibilità. Della serie: senti da che pulpito viene la predica. Ed è un vero spreco, dal momento che la predica è sacrosanta perché mette in luce quel che è sotto gli occhi di tutti: un presidente del consiglio ricattabile, falso e che ha tutt’altro interesse che il bene del paese. Ma la lezione che se ne trae purtroppo è molto meno nobile, e suona più o meno così: rubate finché volete ma non beneficiate dei servizi delle prostitute e, se lo fate, almeno non fatevi beccare.

È da ribadire che i comportamenti del primo ministro lo mettono in una condizione di ricattabilità e quindi sono gravissimi dal nostro punto di vista perché ci rimettiamo – al solito – noi come cittadini, quindi non sono assolutamente da lasciar passare sotto silenzio. Tantomeno per la Chiesa, dal momento che molti cattolici sono rimasti schifati da questi comportamenti e sono non solo scappati in massa dal PDL come elettorato ma hanno sollevato anche molte lamentele verso la Chiesa stessa in qualità di credenti. Ma altri fatti come i processi per corruzione dai quali si salva grazie a leggi su misura, le cene con i giudici della Corte Costituzionale per discutere delle sopracitate leggi, i rapporti con la Mafia da quasi venti anni a questa parte sono indubbiamente più gravi. Perché nessuno di questi signori in tonaca - con qualche eccezione seppur di basso rango nella gerarchia ecclesiale – ha osato aprire bocca su questi argomenti?

Forse che che la Chiesa esterni solo su argomenti di puro interesse situazionale che nulla ha a che vedere con l’interesse comune?

Forse che anche gli stessi cattolici non sembrano molto interessati a vicende molto più rilevanti, anche di rilevanza penale?

È quindi abbastanza strano, alla luce di queste considerazioni, essere arrivati ad un punto in cui soltanto la Chiesa può scuotere – o almeno provare a farlo - una coscienza collettiva che pare talmente sopita da scuotersi soltanto con vicende di questo tipo mentre per altre, evidentemente molto più gravi, è sempre pronta ad accettare la versione dei fatti più tranquillizzante – gentilmente messa a disposizione dalle reti Mediaset e RAI – e lasciar passare.

Non resta che sperare nei giornalisti arrivati in massa per seguire il G8 in un clima di totale discredito per il nostro paese. Essendo giornalisti non italiani, fanno domande. E soprattutto non credo si lasceranno tappare la bocca come quelli nostrani che del servilismo hanno fatto etica ed etichetta personale.

venerdì, luglio 03, 2009

L'assurdo


Dice bene Antonio Padellaro nel suo intervento quando afferma che ormai non resta che sperare nella Chiesa e in Bruxelles. E leggendolo mi è venuto in mente che siamo arrivati ad un punto in cui ritroviamo un ironico assurdo osservando la legge razziale approvata nel "nostro" parlamento (la "p" minuscola è intenzionale).
Una legge i cui punti non sto ad elencare per intero, ma di cui quelli chiave sono in sintesi...

  • Reato di clandestinità: L'immigrazione clandestina diventa reato. L'articolo 21 del testo introduce nell'ordinamento il reato di "ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato". I clandestini non rischiano l'arresto, ma si vedranno infliggere un'ammenda dai 5mila ai 10mila euro, con espulsione immediata. La norma rende obbligatorio denunciare i clandestini all'autorità giudiziaria tranne che per i medici e i presidi per i quali è stata prevista un'apposita deroga. Traduzione: se sei scappato dal tuo paese per non morire sotto le bombe del "civile" occidente tornatene a casa.
  • Centri di Permanenza Temporanea: L'extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno può rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Fino ad oggi il periodo era di due mesi. Traduzione: diventeranno dei centri di "parcheggio", dei veri e propri lagher dove segregare i musulmani cattivi.
  • Ronde legalizzate: Associazioni di cittadini potranno pattugliare il territorio e segnalare alle forze dell'ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi e dovranno essere formate prioritariamente da ex agenti. Traduzione: lorsignori sentivano la mancanza delle squadracce fasciste con le camicie nere, ed ecco così un piccolo revival. Anche se le camicie sono verdi.
  • Obbligo di denuncia del pizzo: Per partecipare alle gare d'appalto i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni. Basterà che un pentito, anche in un altro procedimento, sostenga che ci sia stata un'estorsione senza conseguente denuncia, che l'estromissione dalla gara dell'imprenditore è assicurata. Traduzione: la vittima dell'estorsione che per non saltare in aria non denuncia niente verrà punita. Troppo facile sbattere in galera i mafiosi, questo è un governo del fare.
  • Tassa di soggiorno: Per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sarà fissata dai ministeri dell' Interno e dell'Economia tra gli 80 e i 200 euro. Traduzione: paga o ti sbattiamo fuori. Un'estersione in piena regola.
  • Oltraggio a pubblico ufficiale: Chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed Ente a cui questo appartiene, il reato si estingue. Nessuna condanna se è il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari. Traduzione: paga o ti facciamo un culo come una casa, perché poi sarà l'autorità giudiziaria a stabilire se il pubblico ufficiale aveva torto o ragione, e se è vero che cane non mangia cane...
...e via dicendo.
Al che mi viene da pensare: ma davvero siamo arrivati al punto di doverci affidare alla prima multinazionale del mondo, responsabile di mille guerre, persecuzioni, torture, bagni di sangue, oscurantismi, violenze fisiche e morali, persecuzioni e ingiustizie per mettere un freno a questo governo di vecchi scellerati?
Qualcuno glielo ha spiegato che quando fanno queste leggi schifose si parla di vite umane in gioco?


Mi vergogno ogni giorno di più di essere italiano.

martedì, giugno 30, 2009

Ma allora qualche giornalista c'è ancora


Riporto un articolo di Repubblica di Massimo Giannini che, dopo la sua infelice uscita su un editoriale pieno di inesattezze dove si parlava di piazza Farnese, scrive delle righe che sarebbe bello poter sentire pronunciare all'unisono da tutti i giornalisti italiani. Servi in quanto tali.
Almeno questo qui ha avuto le palle di rispedire al mittente l'avvertimento in vago stile mafioso ("tregua") del nostro presidente.

La tregua, i fatti
di MASSIMO GIANNINI


È PERFETTAMENTE comprensibile la preoccupazione che traspare dalle parole di Giorgio Napolitano. Alla vigilia del G8 a L'Aquila, l'Italia si presenta nelle condizioni peggiori. Gravemente vulnerata dalle vicende pubbliche che riguardano Berlusconi, e che non a caso da due mesi riempiono i giornali di tutto il mondo. È naturale che l'istituzione più autorevole e rappresentativa, la Presidenza della Repubblica, esprima la sua inquietudine. La stessa degli italiani che hanno a cuore l'immagine e l'interesse della nazione. Ma il monito del Quirinale non può e non deve essere trasformato in ciò che non è e non voleva essere: cioè un invito ai mass media a non occuparsi più di ciò che disturba il governo.

In questi due mesi non sono mancate le "polemiche", alimentate dal Cavaliere che ha straparlato di "piano eversivo" contro di lui, e che ancora ieri si è permesso di dire che ""Repubblica" e i giornali si inventano le cose". Ma in questi due mesi sono emersi soprattutto i "fatti". Ciò che avviene di notte a Villa Certosa o a Palazzo Grazioli, dove transitano veline, escort e "ospiti sbagliati". Ciò che accade di giorno alla procura di Bari, dove si indaga su tangenti, droga, prostituzione. Ciò che succede di sera nell'abitazione di qualche irresponsabile giudice costituzionale, che pur dovendosi pronunciare sul Lodo Alfano riceve a cena il premier e il suo Guardasigilli. Queste non sono polemiche. Questi sono fatti. E dove esistono i fatti c'è il giornalismo, che
non può e non deve mai conoscere "tregua".
(30 giugno 2009)

mercoledì, giugno 24, 2009

Per una volta che guardo la TV mi tocca Minzolini


Pochi giorni fa mi è capitato di guardare la televisione. Ancora peggio, mi è capitato di guardare il TG1. E ovviamente mi sono rammentato il perché non lo faccio mai. Me ne sono ricordato quando mi è apparsa un immensa faccia di culo che risponde al nome di Minzolini. Credevo fosse impossibile ma Menzognini mi ha fatto quasi rimpiangere Riotta. Pubblico direttamente il video in cui il signor Menzognini da sfogo alla sua blasfemia repressa, ché ogni ulteriore commento al suo discorso credo sia superfluo. C'è tuttavia una frase che mi è rimasta in testa più delle altre: "Questa è la linea editoriale che vi ho promesso". Sarebbe interessante sapere se in quel momento si riferiva agli ascoltatori oppure ai politici ai quali lecca il culo con così tanta devozione.
Forza Riotta.

giovedì, giugno 18, 2009

La scossa ha nome e cognome

Riporto fedelmente l'articolo del corriere della sera...

DAL NOSTRO INVIATO
BARI — Patrizia D’Addario è candidata nelle li ste di «La Puglia prima di tutto», schieramento inse rito nel Popolo della Libertà alle ultime elezioni co munali a Bari. Ha partecipato alle prime settimane di campagna elettorale al fianco del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e degli altri politici in corsa per il Pdl. Ma adesso ha deciso di rinunciare perché vuole raccontare un’altra verità. La D’Addario ha cercato il Corriere e registriamo, con la massima cautela e il beneficio d’inventario, la sua versione, trattandosi di una candidata alle am ministrative.

«Mi hanno messo in lista — afferma — perché ho partecipato a due feste a palazzo Grazioli. Ho le prove di quello che dico e voglio raccontare che co sa è successo prima che decidessi di tirarmi indie tro. Il mio nome è ancora lì, ma io non ci sono più».

Cominciamo dall’inizio. Quando sarebbe anda ta a palazzo Grazioli?
«La prima volta è stato a metà dello scorso otto bre ».

Chi l’ha invitata?
«Un mio amico di Bari mi ha detto che voleva far mi parlare con una persona che conosceva, per par­tecipare a una cena che si sarebbe svolta a Roma. Io gli ho spiegato che per muovermi avrebbero dovu to pagarmi e ci siamo accordati per 2.000 euro. Allo ra mi ha presentato un certo Giampaolo».

Qual era la proposta?
«Avrei dovuto prendere un aereo per Roma e lì mi avrebbe aspettato un autista. Mi dissero subito che si trattava di una festa organizzata da Silvio Ber lusconi ».

E lei non ha pensato a uno scherzo?
«Il mio amico è una persona di cui mi fido cieca mente. Ho capito che era vero quando mi hanno consegnato il biglietto dell’aereo».

Quindi è partita?
«Sì. Sono arrivata a Roma e sono andata in taxi in un albergo di via Margutta, come concordato. Un au tista è venuto a prendermi e mi ha portato all’Hotel de Russie da Giampaolo. Con lui e altre due ragazze siamo entrati a palazzo Grazioli in una macchina con i vetri oscurati. Mi avevano detto che il mio no me era Alessia».

E poi?
«Siamo state portate in un grande salone e lì ab biamo trovato altre ragazze. Saranno state una venti na. Come antipasto c’erano pezzi di pizza e champa gne. Dopo poco è arrivato Silvio Berlusconi».

Lei lo aveva mai incontrato prima?
«No, mai. Ha salutato tutte e poi si è fermato a parlare con me. Ho capito di averlo colpito perché mi ha chiesto che lavoro facessi e io gli ho parlato subito di un residence che voglio costruire su un terreno della mia famiglia. Ci ha mostrato i video del suo incontro con Bush, le foto delle sue ville, ha cantato e raccontato barzellette.

Lei è tornata subito a Bari?
«Era notte, quindi sono andata in albergo e Giam paolo mi ha detto che mi avrebbe dato soltanto mil le euro perché non ero rimasta».

C’è qualcuno che può confermare questa sto ria?
«Io ho le prove».

Che vuole dire?
«Che quella non è stata l’unica volta. Sono torna ta a palazzo Grazioli dopo un paio di settimane, esat­tamente la sera dell’elezione di Barack Obama».

Vuol dire che la notte delle presidenziali degli Stati Uniti lei era con Berlusconi?
«Sì. Nessuno potrà smentirmi. Ci sono i biglietti aerei. Anche quella volta sono stata in un albergo, il Valadier. Con me c’erano altre due ragazze. Una la conoscevo bene. È stato sempre Giampaolo a orga nizzare tutto».

E che cosa è accaduto?
«Con l’autista ci ha portato nella residenza del presidente, ma quella sera non c’erano altre ospiti. Abbiamo trovato un buffet di dolci e il solito piani sta. Quando mi ha visto, Berlusconi si è ricordato subito del progetto edilizio che volevo realizzare. Poi mi ha chiesto di rimanere».

Si rende conto che lei sostiene di aver trascor so una notte a palazzo Grazioli?
«Ho le registrazioni dei due incontri».

E come fa a dimostrare che siano reali?
«Si sente la sua voce e poi c’erano molti testimo ni, persone che non potranno negare di avermi vi sta ».

Scusi, ma lei va agli incontri con il registrato re?
«In passato ho avuto problemi seri con un uomo e da allora quando vado a incontri importanti lo por to sempre con me».

E lei vuol far credere che non è stata controlla ta prima di entrare nella residenza romana del premier?
«È così, forse sono stata abile. Ma posso assicura re che è così».

E può anche provarlo?
«Berlusconi mi ha telefonato la sera stessa, appe na sono arrivata a Bari. E qualche giorno dopo Giam paolo mi ha invitata a tornare. Ma io ho rifiutato».

A noi la sua versione sembra poco credibile...
«Lo dicono i fatti. Berlusconi mi aveva promesso che avrebbe mandato due persone di sua fiducia a Bari per sbloccare la mia pratica. Non ha mantenuto i patti ed è da quel momento che non sono più volu ta andare a Roma, nonostante i ripetuti inviti da par te di Giampaolo. Loro sapevano che avevo le prove dei miei due precedenti viaggi».

E non si rende conto che questo è un ricatto?
«Lei dice? Io posso dire che qualche giorno dopo Giampaolo ha voluto il mio curriculum perché mi disse che volevano candidarmi alle Europee».

Però lei non era in quella lista?
«Quando sono cominciate le polemiche sulle veli ne, il segretario di Giampaolo mi ha chiamata per dirmi che non era più possibile».

Quindi la candidatura alle Comunali è stata un ripiego?
«A fine marzo mi ha cercato Tato Greco, il nipote di Matarrese che conosco da tanto tempo. Mi ha chiesto un incontro e mi ha proposto la lista 'La Pu glia prima di tutto' di cui era capolista lo zio. Io ho accettato subito, ma pochi giorni dopo ho capito che forse avevo commesso un errore».

Perché?
«La mia casa è stata completamente svaligiata. Mi hanno portato via cd, computer, vestiti, bianche ria intima. È stato un furto molto strano».

Addirittura? Ma ha presentato denuncia?
«Certamente. Ma ho continuato la campagna elet torale. È andato tutto bene fino al giorno in cui Ber lusconi è arrivato a Bari per la presentazione dei can didati del Pdl. Io lo aspettavo all’ingresso dell’Hotel Palace. Lui mi ha guardata, mi ha stretto la mano ed è entrato nella sala piena. Io ero in lista, quindi l’ho seguito. Ma all’ingresso della sala sono stata blocca ta dagli uomini della sicurezza e del partito che mi hanno impedito di partecipare all’evento».

È il motivo che adesso la spinge a raccontare questa storia?
«No, avrei potuto continuare a fare campagna elettorale e trattare con loro nell’ombra. La racconto perché ho capito che mi hanno ingannata. Avevo chiesto soltanto un aiuto per un progetto al quale tengo molto e invece mi hanno usata».

Fiorenza Sarzanini
17 giugno 2009(ultima modifica: 18 giugno 2009)

... e come sempre viva l'Italia.

lunedì, giugno 15, 2009

Lo schifo del Partito Democratico

Quelli che hanno pensato di chiamare tal partito Democratico dovrebbero o aprire un vocabolario per la prima volta in vita loro oppure vergognarsi per la disonestà intellettuale. Per un semplice motivo: guardate come si stanno scatenando contro la legge sulle intercettazioni del mafionano. Sacrosanto, per carità, anzi non è mai troppo visto che la legge in questione è antidemocratica, criminogena, un aborto partorito dalla mente malata, piduista e disonesta di chi sappiamo tutti.
Il problema è che nel programma del Partito Democratico la stessa identica legge era prevista. Quindi in questo la pensano allo stesso modo. Vorranno mica i vari D'Alema, Bonsignore e compagnia bella rifare quegli impicci schifosi dei tempi delle scalate scoperte da Clementina Forleo? E c'era in mezzo Berlusconi anche li, pensa un po'. Anche se nessuno lo dice mai. Continuiamo a farci prendere per il culo vai.

venerdì, giugno 12, 2009

Chi parla senza sapere


Se c'è una categoria di persone che così a pelle, a prima vista, a prima sensazione, mi sta cordialmente sul cazzo sono quelle persone che parlano secondo schemi precostituiti, che dicono cose dette da altri senza un minimo filtro guidato dal proprio (eventuale) spirito critico.
Ancora peggio se poi queste persone lo fanno senza sapere niente dell'argomento di cui parlano, solo per dare aria alla bocca convinti di essere "informati", per fare i fascisti o i comunisti di turno. In ogni caso estremi sennò non sei figo.
Ancora peggio quando argomentano le proprie "ragioni" senza ascoltare quelle degli altri.
All'apice, infine, l'eccellenza: quelli non disposti a mettere in discussione le proprie convinzioni, comportamento, questo, tipico del buon estremista. Che di solito è lo stolto contento di esserlo.
Perdonerete il piccolo sfogo personale, ma leggere a proposito del G8 che "i veri eroi sono stati gli agenti di polizia" mi ha fatto venire da vomitare. Premetto che anche io detesto i Black Block, ma vorrei rivolgere a lor signori una domana: cosa cazzo c'è stato di eroico in queste persone?
Cosa c'è stato di eroico nell'aver massacrato decine e decine di manifestanti pacifici? E ripeto pacifici, porca puttana! Le tute bianche! Fatevi un viaggetto su youtube o sul web in generale alla ricerca dei documenti testuali e multimediali di quei giorni, e vedete cosa facevano i black block INSIEME alle forze dell'ordine cazzo!
Cosa c'è stato di eroico nel prelevare ragazzi e ragazze dal loro dormitorio (lasciandoci dentro qualche arma e qualche bottiglia molotov per incastrarli, come hanno appurato le indagini) e traspostarli in carceri dove sono stati pestati a sangue, i loro diritti sospesi, la loro dignità distrutta? Quelli più fortunati si sono fatti un mese di ospedale.
Cosa c'è stato di eroico in quello che Amnesty International ha definito "la più grande violazione dei diritti umani nella storia del moderno occidente"?

Al solito due piccoli suggerimenti:
  • Collegare la bocca al cervello prima di aprirla
  • Evitare di farsi guidare dai propri estremismi ideologici
  • Pensare con la propria testa (qui sono particolarmente inadatti i Berlusconiani e i Cattolici convinti secondo me. Diversamente, non credo rientrerebbero in tali categorie)
  • Andare affanculo dopo aver sparato simili bestemmie
Il fatto che durante tutti quegli scempi il signor Fini fosse nella centrale operativa dei Carabinieri è ovviamente una pura coincidenza.
Viva l'Italia. E in questo caso, anche gli italiani stupidi.