giovedì, novembre 05, 2009
Le moderne stronzate, i nuovi mostri
lunedì, settembre 14, 2009
La dignità del servizio pubblico
Perché non poteva occuparsene Floris di questa cosa? Troppo poco servizievole forse?
Una celebrazione autogestita dal presidente del Consiglio e dal suo maggiordomo preferito. Questo dicono i boatos di Viale Mazzini in un’ordinaria domenica di metà settembre. Vedremo nelle prossime ore se la notizia sarà confermata. E, soprattutto, come reagirà – se reagirà – il cosiddetto “presidente di garanzia” Paolo Garimberti.
Di seguito la lettera inviata dal presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Roberto Natale.
Il vertice Rai sembra aver smarrito il senso della dignità del servizio pubblico. La decisione della Direzione Generale di spostare “Ballarò” perché nulla infastidisca, nella prima serata di martedì, il “Porta a Porta” speciale dedicato alla riconsegna delle prime case ai terremotati abruzzesi, ha il carattere della propaganda più smaccata, con il servizio pubblico piegato al ruolo di megafono governativo. E’ la stessa Rai che si inventa motivazioni pretestuose per non mandare in onda i trailers di “Videocracy”, che lascia privi di copertura legale gli autori delle inchieste di “Report”, che fa sabotaggio burocratico di “Annozero”. Di una sola cosa bisogna ringraziare il vertice Rai: con queste ripetute azioni di censura sta facendo uno spot dietro l’altro a favore della manifestazione che la Fnsi ha convocato per sabato 19 settembre a piazza del Popolo. E’ sempre più chiaro che ad essere colpito non è soltanto il nostro dovere di giornalisti di raccontare le cose, ma il diritto di un intero Paese a conoscere, a non essere travolto da rutilanti campagne mediatiche. La piazza piena sarà la migliore risposta a questo zelo servile.
giovedì, settembre 10, 2009
Uno spirito leggero
La seconda conseguenza è quella che si riflette su quella che io credo alla fine sia la stragrande maggioranza del paese: quella che si è arresa. Quella che non ha più voglia di pensare, parlare, vedere. Gli eredi di quegli italiani che negli anni del fascismo, dopo una campagna di disinformazione al calor bianco, dove nessuno sapeva più niente, dove nessuno distingueva più la verità dalle menzogne, accoglievano il giorno in cui Mussolini imbavagliava la stampa e annunciava la dittatura come una liberazione. E così succede ancora oggi. In linea di principio mi rifiuto di credere che l'italiano medio possa veramente credere alle menzogne colossali che Berlusconi e il suo entourage raccontano. Io penso sinceramente che l'italiano medio voglia crederci. Si sente così alleggerito del peso di alcuni problemi che potremmo definire esistenziali, connaturati alla vita di questa nazione. Non ha più voglia di lottare, nemmeno per quella patria che ci è stata consegnata dai nostri nonni - che con il sangue la pagarono. In una vita quotidiana fatta di soprusi, ingiustizie, cavilli burocratici e conti astrofisici per arrivare a fine mese pochi sono quelli che ancora hanno il tempo e la voglia di indignarsi. Soprattutto sono pochi, io credo, quelli che hanno realizzato che togliersi di dosso determinate responsabilità fa si che le scarichiamo tutte sul primo che riesce ad impadronirsene, ma che a quel punto è legittimato ed autolegittimato a fare tutto quello che vuole. Piano piano. Un golpe al rallentatore, come dice Luttazzi, nell'indifferenza generale indotta con quindici anni di bombardamento mediatico che ha attuato una vera e propria rivoluzione culturale ed azzerato il senso civio, di giustizia, di legalità e di democrazia di una nazione intera in cui poche sacche di "resistenza" persistono - che poi sono le stesse persone che tutti i giorni vengono additate sui giornali del piduista come cospiratori, comunisti, feccia ecc. senza farsi scrupolo di dare notizie palesemente incorrette, incomplete o del tutto false (es: Travaglio non è il direttore di nessun giornale!), purché serva alla causa.
Alla fine, pare quasi normale che uno possa andare in televisione e dire che un mafioso è un eroe e sparare bestemmie di ogni genere senza che succeda assolutamente nulla. Deleghiamo sempre agli altri, diciamo "ma qualche giornalista gli dirà qualcosa, no?". In fondo il "90% dei giornali è in mano alla sinistra". Capite che c'è chi ci crede a queste panzane colossali?
Quando il ricordo del fascismo era ancora fresco, dopo la Resistenza, i padri costituenti elaborarono la nostra Carta Costituzionale. A giudizio di tutto il mondo, trattasi di autentico capolavoro di bilanciamento di pesi e contrappesi al fine di creare uno stato democratico e legalitario. Oggi, quel ricordo, deve essere molto sbiadito se quando si parla di Costituzione, di legalità, dei pericoli che corre la nostra nazione e tutto quello che può venire in mente di questi tempi c'è sempre qualcuno che ti dice "Ma dai parliamo di fi*a".
Per caso la stessa cosa che Berlusconi ci ha messo davanti al naso per sedici anni di fila a mezzo scatola televisiva? Sembra abbia sortito l'effetto che voleva.
martedì, settembre 08, 2009
Solo alcuni piccoli ritardi
martedì, agosto 18, 2009
Sull'educazione e sulla religione
Il ministro Gelmini ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che esclude l'insegnamento religioso dalla valutazione complessiva in sede di scrutinio, dando così voce concreta a tutta l'indignazione mostrata dal Vaticano per bocca di Mons. Coletti.
Evidentemente il ministro Gelmini dimentica che lo Stato che dovrebbe servire è uno stato laico, o almeno così ci hanno raccontato. Monsignor Coletti dimentica che Vaticano e Italia sono due Stati diversi ed ognuno è sovrano a casa sua. Va bene, viene da ridere anche a chi in questo momento vi parla mentre batte le lettere sulla tastiera, ma ciò non toglie che così sta scritto nella dannata Costituzione Italiana. Quindi la domanda vera dovrebbe essere: perché in uno stato laico l'insegnamento e la conseguente valutazione della materia "religione cattolica" dovrebbe andare a penalizzare coloro che hanno una confessione diversa?
Chiariamo subito un paio di punti fondamentali. Anche se la materia viene chiamata semplicemente Religione di fatto è insegnamento di Religione Cattolica. Chiunque sia stato a scuola, o almeno la maggior parte di quelli che ci sono stati, sa benissimo che non si tratta di una materia volta a insegnare la storia delle religioni, delle loro radici, dei loro conflitti, delle loro evoluzioni e quant'altro - che sarebbe una cosa buona - ma è semplicemente una appendice del catechismo, che non è insegnamento ma indottrinamento. In Francia il problema è stato risolto in maniera molto semplice: ognuno può scegliersi, se vuole, il corso di religione che preferisce a seconda della sua confessione. Una cosa del genere dai noi sarebbe impraticabile dato che viviamo in un paese di cittadini e politici tutti piegati a novanta gradi davanti ai papalini. Un paese di papaboys, insomma. Qui sarebbe peggio di una bestemmia, assisteremmo all'indignazione bi-partisan dell'intero zoo politico nostrano a parte i soliti due gatti solitari.
Monsignor Coletti nella sua delirante intervista parla di bieco illuminismo. Forse sua eminenza Coletti dovrebbe studiare nel caso che non sapesse quello che sta dicendo, nel caso non sapesse cosa sia stato l'Illuminismo. Oppure, nel caso molto più probabile che lo sappia benissimo, vergognarsi per la propria bieca faziosità e disonestà intellettuale fondata sull'ignoranza di chi lo ascolta, non armato delle informazioni e delle nozioni utili a difendersi - intellettualmente parlando - e a far passare il suo discorso per quello che è in realtà, e cioè una serie di frasi fatte buttate li a casaccio per far passare il solito messaggio di sempre: nessuno deve pensare con la propria testa. A questo proposito Immanuel Kant scriveva:
L'illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! – è dunque il motto dell'illuminismo. Sennonché a questo illuminismo non occorre altro che la libertà, e la più inoffensiva di tutte le libertà, quella cioè di fare pubblico uso della propria ragione in tutti i campi. Ma io odo da tutte le parti gridare: — Non ragionate! — L'ufficiale dice: — Non ragionate, ma fate esercitazioni militari. — L'impiegato di finanza: — Non ragionate, ma pagate! — L'uomo di chiesa: — Non ragionate, ma credete.
E ricordate: guai a mettervi contro la Chiesa Cattolica®.
martedì, luglio 07, 2009
Crociata contro il cavaliere... o quasi
Si apprendono oggi le esternazioni del capo della CEI, monsignor Mariano Crociata – nomen omen - , il quale afferma, parlando a Le Ferriere, provincia di Latina, in un’omelia dedicata alla memoria di Santa Maria Goretti: «Assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo: c’è sfrenatezza e sregolatezza nei comportamenti sessuali e sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la paro la lussuria; salvo poi, alla prima occasione,servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere». La CEI ci tiene poi a precisare che a parte questo piccolo dettaglio i rapporti con l’attuale governo restano ottimi. Meno male.
Non che si voglia sminuire la gravità dell’avere un capo di governo buffone e ricattabile, ne tantomeno il fatto che in momenti in cui i terremotati dormono per strada, famiglie sul lastrico per causa della crisi che non è stata affrontata e compagnia bella il nostro presidente del consiglio spenda migliaia di euro in greggi di escort – termine elegante per dire prostituta– continuando a guardarsi non solo allo specchio ma anche negli obiettivi delle telecamere, per rassicurare gli italiani sulla sua integrità morale.
Ma la domanda che sorge spontanea è: come mai il clero è pronto a condannare – seppur con i guanti di velluto – i comportamenti sessuali di Silvio Berlusconi ma non un fiato su altre questioni molto più gravi come ad esempio i rapporti con la mafia? È un peccato che non ne parlino anche contestualmente a queste argomentazioni: il monito sull’uso strumentale del richiamo alla moralità – sacrosanto – acquisterebbe tutto un altro gusto e tutta un’altra credibilità. Della serie: senti da che pulpito viene la predica. Ed è un vero spreco, dal momento che la predica è sacrosanta perché mette in luce quel che è sotto gli occhi di tutti: un presidente del consiglio ricattabile, falso e che ha tutt’altro interesse che il bene del paese. Ma la lezione che se ne trae purtroppo è molto meno nobile, e suona più o meno così: rubate finché volete ma non beneficiate dei servizi delle prostitute e, se lo fate, almeno non fatevi beccare.
È da ribadire che i comportamenti del primo ministro lo mettono in una condizione di ricattabilità e quindi sono gravissimi dal nostro punto di vista perché ci rimettiamo – al solito – noi come cittadini, quindi non sono assolutamente da lasciar passare sotto silenzio. Tantomeno per la Chiesa, dal momento che molti cattolici sono rimasti schifati da questi comportamenti e sono non solo scappati in massa dal PDL come elettorato ma hanno sollevato anche molte lamentele verso la Chiesa stessa in qualità di credenti. Ma altri fatti come i processi per corruzione dai quali si salva grazie a leggi su misura, le cene con i giudici della Corte Costituzionale per discutere delle sopracitate leggi, i rapporti con la Mafia da quasi venti anni a questa parte sono indubbiamente più gravi. Perché nessuno di questi signori in tonaca - con qualche eccezione seppur di basso rango nella gerarchia ecclesiale – ha osato aprire bocca su questi argomenti?
Forse che che la Chiesa esterni solo su argomenti di puro interesse situazionale che nulla ha a che vedere con l’interesse comune?
Forse che anche gli stessi cattolici non sembrano molto interessati a vicende molto più rilevanti, anche di rilevanza penale?
È quindi abbastanza strano, alla luce di queste considerazioni, essere arrivati ad un punto in cui soltanto la Chiesa può scuotere – o almeno provare a farlo - una coscienza collettiva che pare talmente sopita da scuotersi soltanto con vicende di questo tipo mentre per altre, evidentemente molto più gravi, è sempre pronta ad accettare la versione dei fatti più tranquillizzante – gentilmente messa a disposizione dalle reti Mediaset e RAI – e lasciar passare.
Non resta che sperare nei giornalisti arrivati in massa per seguire il G8 in un clima di totale discredito per il nostro paese. Essendo giornalisti non italiani, fanno domande. E soprattutto non credo si lasceranno tappare la bocca come quelli nostrani che del servilismo hanno fatto etica ed etichetta personale.
venerdì, luglio 03, 2009
L'assurdo

Dice bene Antonio Padellaro nel suo intervento quando afferma che ormai non resta che sperare nella Chiesa e in Bruxelles. E leggendolo mi è venuto in mente che siamo arrivati ad un punto in cui ritroviamo un ironico assurdo osservando la legge razziale approvata nel "nostro" parlamento (la "p" minuscola è intenzionale).
- Reato di clandestinità: L'immigrazione clandestina diventa reato. L'articolo 21 del testo introduce nell'ordinamento il reato di "ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato". I clandestini non rischiano l'arresto, ma si vedranno infliggere un'ammenda dai 5mila ai 10mila euro, con espulsione immediata. La norma rende obbligatorio denunciare i clandestini all'autorità giudiziaria tranne che per i medici e i presidi per i quali è stata prevista un'apposita deroga. Traduzione: se sei scappato dal tuo paese per non morire sotto le bombe del "civile" occidente tornatene a casa.
- Centri di Permanenza Temporanea: L'extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno può rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Fino ad oggi il periodo era di due mesi. Traduzione: diventeranno dei centri di "parcheggio", dei veri e propri lagher dove segregare i musulmani cattivi.
- Ronde legalizzate: Associazioni di cittadini potranno pattugliare il territorio e segnalare alle forze dell'ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi e dovranno essere formate prioritariamente da ex agenti. Traduzione: lorsignori sentivano la mancanza delle squadracce fasciste con le camicie nere, ed ecco così un piccolo revival. Anche se le camicie sono verdi.
- Obbligo di denuncia del pizzo: Per partecipare alle gare d'appalto i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni. Basterà che un pentito, anche in un altro procedimento, sostenga che ci sia stata un'estorsione senza conseguente denuncia, che l'estromissione dalla gara dell'imprenditore è assicurata. Traduzione: la vittima dell'estorsione che per non saltare in aria non denuncia niente verrà punita. Troppo facile sbattere in galera i mafiosi, questo è un governo del fare.
- Tassa di soggiorno: Per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sarà fissata dai ministeri dell' Interno e dell'Economia tra gli 80 e i 200 euro. Traduzione: paga o ti sbattiamo fuori. Un'estersione in piena regola.
- Oltraggio a pubblico ufficiale: Chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed Ente a cui questo appartiene, il reato si estingue. Nessuna condanna se è il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari. Traduzione: paga o ti facciamo un culo come una casa, perché poi sarà l'autorità giudiziaria a stabilire se il pubblico ufficiale aveva torto o ragione, e se è vero che cane non mangia cane...
Qualcuno glielo ha spiegato che quando fanno queste leggi schifose si parla di vite umane in gioco?



