Si apprendono oggi le esternazioni del capo della CEI, monsignor Mariano Crociata – nomen omen - , il quale afferma, parlando a Le Ferriere, provincia di Latina, in un’omelia dedicata alla memoria di Santa Maria Goretti: «Assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo: c’è sfrenatezza e sregolatezza nei comportamenti sessuali e sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la paro la lussuria; salvo poi, alla prima occasione,servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere». La CEI ci tiene poi a precisare che a parte questo piccolo dettaglio i rapporti con l’attuale governo restano ottimi. Meno male.
Non che si voglia sminuire la gravità dell’avere un capo di governo buffone e ricattabile, ne tantomeno il fatto che in momenti in cui i terremotati dormono per strada, famiglie sul lastrico per causa della crisi che non è stata affrontata e compagnia bella il nostro presidente del consiglio spenda migliaia di euro in greggi di escort – termine elegante per dire prostituta– continuando a guardarsi non solo allo specchio ma anche negli obiettivi delle telecamere, per rassicurare gli italiani sulla sua integrità morale.
Ma la domanda che sorge spontanea è: come mai il clero è pronto a condannare – seppur con i guanti di velluto – i comportamenti sessuali di Silvio Berlusconi ma non un fiato su altre questioni molto più gravi come ad esempio i rapporti con la mafia? È un peccato che non ne parlino anche contestualmente a queste argomentazioni: il monito sull’uso strumentale del richiamo alla moralità – sacrosanto – acquisterebbe tutto un altro gusto e tutta un’altra credibilità. Della serie: senti da che pulpito viene la predica. Ed è un vero spreco, dal momento che la predica è sacrosanta perché mette in luce quel che è sotto gli occhi di tutti: un presidente del consiglio ricattabile, falso e che ha tutt’altro interesse che il bene del paese. Ma la lezione che se ne trae purtroppo è molto meno nobile, e suona più o meno così: rubate finché volete ma non beneficiate dei servizi delle prostitute e, se lo fate, almeno non fatevi beccare.
È da ribadire che i comportamenti del primo ministro lo mettono in una condizione di ricattabilità e quindi sono gravissimi dal nostro punto di vista perché ci rimettiamo – al solito – noi come cittadini, quindi non sono assolutamente da lasciar passare sotto silenzio. Tantomeno per la Chiesa, dal momento che molti cattolici sono rimasti schifati da questi comportamenti e sono non solo scappati in massa dal PDL come elettorato ma hanno sollevato anche molte lamentele verso la Chiesa stessa in qualità di credenti. Ma altri fatti come i processi per corruzione dai quali si salva grazie a leggi su misura, le cene con i giudici della Corte Costituzionale per discutere delle sopracitate leggi, i rapporti con la Mafia da quasi venti anni a questa parte sono indubbiamente più gravi. Perché nessuno di questi signori in tonaca - con qualche eccezione seppur di basso rango nella gerarchia ecclesiale – ha osato aprire bocca su questi argomenti?
Forse che che la Chiesa esterni solo su argomenti di puro interesse situazionale che nulla ha a che vedere con l’interesse comune?
Forse che anche gli stessi cattolici non sembrano molto interessati a vicende molto più rilevanti, anche di rilevanza penale?
È quindi abbastanza strano, alla luce di queste considerazioni, essere arrivati ad un punto in cui soltanto la Chiesa può scuotere – o almeno provare a farlo - una coscienza collettiva che pare talmente sopita da scuotersi soltanto con vicende di questo tipo mentre per altre, evidentemente molto più gravi, è sempre pronta ad accettare la versione dei fatti più tranquillizzante – gentilmente messa a disposizione dalle reti Mediaset e RAI – e lasciar passare.
Non resta che sperare nei giornalisti arrivati in massa per seguire il G8 in un clima di totale discredito per il nostro paese. Essendo giornalisti non italiani, fanno domande. E soprattutto non credo si lasceranno tappare la bocca come quelli nostrani che del servilismo hanno fatto etica ed etichetta personale.





