mercoledì, novembre 10, 2010

Perché non voto Vendola

Nichi Vendola
Forse il politico più chiacchierato del momento, sicuramente quello che più fa storcere il naso al Partito Democratico. Uno che sa come raccontare la propria storia, che ha un buono sceneggiatore. Nichi Vendola sa mettere insieme molti degli elementi che fanno appassionare il pubblico alla propria storia. Ed una buona storia si riassume in pochi punti.

Chi è?
Un poeta ed un politico di sinistra

Quale è il suo passato?
Dal PCI è passato a Rifondazione Comunista, quindi può vantare un passato di politica di sinistra "pura"

Cosa vuole a tutti i costi?
Riportare la cultura di sinistra in parlamento e in Italia

Quali sono i suoi ostacoli?
L'ideologia neo con di destra che sta devastando il mondo con precarietà di massa e politiche sociali classiste e reazionarie.

Cosa lo rende speciale?
Non fa mistero della sua omosessualità. Ed è di sinistra.

Quali sono le sue debolezze?
Non si sa, non ce le racconta.

In breve, Vendola racchiude in se tutti gli elementi che servono a fare esattamente quello che Berlusconi ha fatto diciassette anni fa: vendere un sogno. I presupposti ci sono tutti, tuttavia alcune cose ancora non mi convincono.
Si fa passare per uomo della sinistra più pura, ma poi lo becchi a confabulare con personaggi del calibro di Maroni su eventuali elezioni anticipate. Nella politica gli atteggiamenti e i segnali contano, e io non voglio pensare di stare per votare qualcuno che il giorno dopo attua inciuci da prima repubblica con dei razzisti omofobi.
Fa sentire gli elettori migliori dei propri attuali rappresentanti ("c'è un Italia migliore"), e qui avrebbe anche ragione se non fosse che bisogna sempre tenere a mente che gli attuali rappresentanti delle istituzioni li abbiamo votati noi e quindi sono nel bene o nel male specchio dell'Italia. E infatti l'Italia è un paese di stronzi, per giunta ignoranti e felici di esserlo.
Porta la sua battaglia non contro un singolo uomo, per giunta sceso in politica per assoggettare lo stato alle sue esigenze giudiziarie ed economiche e che quindi sarebbe un ostacolo formidabile per la sua storiella. Non la fa perché quel ruolo è già cucito addosso ad Antonio Di Pietro e Vendola, che sa come si fa politica, non vuole passare per un suo clone perdendo così la sua unicità. Piuttosto, si getta contro le ideologie di destra in generale. Ma sono ideologie che in questo momento non si vedono neppure, al di la dell'essere d'accordo nel contestarle. Rubare, pagare migliaia di euro per orge e droga non fanno parte di nessuna ideologia. Quindi, non a tutti è sempre lampante chi è il suo avversario.
Si vanta un po' troppo spesso dei suoi successi (che ci sono e vanno riconosciuti) in Puglia. Li usa come spot elettorale, come a dire "ho fatto grande la Puglia, farò grande l'Italia". Bellissimo, ma mi ricorda un po' troppo da vicino il "mi sono fatto da solo, sono diventato miliardario, farò diventare ricchi tutti quanti perché io non ho bisogno di rubare" del Berlusconi della prima ora.
Non fa della sua omosessualità il suo tratto distintivo (e questo è giustissimo, non ci devono essere differenze fra le persone in base ai propri gusti sessuali) però in un modo o nell'altro è sempre a parlarne in questa o in quella intervista o trasmissione televisiva. La nasconde, ma contemporaneamente la sottolinea: marketing politico. Peraltro di dubbio gusto, secondo me.

E poi: dove sta il programma? Nessuno ne sa niente, l'Italia non ne sa niente. Forse lo sanno quelli che lo seguono da vicino, che militano nel partito. Ma il grande pubblico non ha capito niente di quello che Vendola farebbe se domani fosse eletto presidente del consiglio. Quando ha intenzione di raccontarcelo? Spendesse  in questa attività metà del tempo che spende a farsi tante pippe mentali su ideologie di sinistra, i propri successi in politica e sulla poesia ce lo avrebbe spiegato, e in maniera sicuramente convincente. È perfettamente inutile che i militanti di SEL, se e quando qualcuno contesta questo fatto, sostengano di poter confutare e fugare ogni singolo dubbio tranquillamente, a meno che non intendano farlo porta a porta per tutta Italia - come voleva fare il PD per la propria campagna, sic!

Non che io non capisca il fatto fondamentale che prima di battere Berlusconi alle urne si deve battere il berlusconismo come cultura. Ma uno degli aspetti qui è proprio quello di far vedere che Berlusconi non è l'unico in grado di guidare il paese (se si crede a quel che dice nelle sue televisioni, ovvio) ma ci sono alternative che non contemplino leggi ad personam, mignottocrazia e quant'altro. Altrimenti l'attuale destra avrà sempre gioco facile a screditare gli avversari, se questi non puntano il dito contro chi devono. E in questo Vendola è ancora più esposto: gli scandali nella sanità pugliese lo hanno riguardato da vicino. Lui può pure essersi comportato in maniere irreprensibile, e sono convinto che è così, ma quando il tuo avversario politico controlla sei televisioni su sette e venti giornali che fanno propaganda per lui diventa dura spiegare alla casalinga di Voghera come stanno le cose. E questo è un altro motivo per cui secondo me Vendola è difficilmente "spendibile", e temo inoltre che stia facendo lo stesso errore che hanno fatto a loro tempo i geni come D'Alema, sottostimando il reale potere di Berlusconi.

Intendiamoci, Vendola è migliore di molti, e fosse per me andrebbe domani stesso a prendere il timone di un Partito Democratico alla deriva. Ma fatte certe considerazioni non so se avrebbe il mio voto. Per ora.

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