giovedì, novembre 04, 2010

Io le chiamo puttane

L'involuzione che ha subito la lingua italiana nel significato di molti dei suoi termini è il motivo per cui diversi parrucconi venduti, sedicenti giornalisti, da anni riescono a difendere l'indifendibile in modo convincente - per chi non ha gli strumenti culturali per difendersi dall'assalto psicologico - e a rovesciare i fatti anche se ce li abbiamo proprio sotto il naso. E l'Italia è, non a caso, un paese in cui tutto è alla rovescia. Il paese dove da perseguire non è chi commette un reato ma chi lo scopre o chi ne parla - magistrati e giornalisti. Dove i puttanieri officiano i family day. Dove i pluri indagati, i pregiudicati, i mafiosi e le cricche stanno al potere invece che dietro le sbarre. Dove la Chiesa S.P.A. può tranquillamente puntare l'indice contro un normale cittadino se quello spara una bestemmia, ma ritiene passabile lo stesso atteggiamento da parte di chi non gli fa pagare l'ICI. L'ultimo dei ritrovati della serie "due pesi e due misure" è il termine escort. Gli scandali di questi giorni non fanno altro che portare all'attenzione di tutti quello che tutti hanno sempre saputo, e cioè dei giri di donne e droga che orbitano attorno a questo vergognoso presidente del consiglio che ci ritroviamo - anche se oggi sembra che non lo abbia votato nessuno - ove tali donne vengono definite, appunto, escort. Io vorrei che si facesse una cosa semplicissima, e lo pretenderei anche e soprattutto dai partiti di opposizione, IDV in primis visto che nemmeno Di Pietro lo fa: chiamare le cose con il loro nome. Che abbiano 17 o 25 o 60 anni non fa nessuna differenza, ragazze e donne che fanno sesso con un uomo in cambio di soldi - o posti in varie posizione chiave delle istituzioni - si chiamano puttane

Dopodiché Berlusconi ci potrà anche spiegare perché non aiuta una cassaintegrata dell'OMSA, magari con figlio a carico e leggermente sovrappeso come aiuta invece una neanche diciottenne con due tette enormi e il culo che parla - scusate il francesismo. E poi facciamo la conta di quanti sono quelli che credono alla storia della generosità e della bontà così avremo una stima statistica dei casi di deficienza cronica nel nostro paese.

Ieri sera ad Exit Ilaria D'Amico ha mandato in onda un servizio dove si intervistava un ometto sui cinquantacinque anni. Alla domanda "Cosa ne pensa del caso Ruby?" il becero ha risposto "Che male c'è se uno va a scopare?? Che bisogna fare come Vendola tutti con l'orecchino? Ma dove andremo a finire??". Ecco, noi usciremo da questa permanente situazione sociale, economica e politica in modo definitivo quando una rivoluzione culturale farà si che ometti come questo qui siano l'eccezione, non la regola.

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