Tutte le volte che il Papa fa qualcosa, qualunque cosa, diventa notizia da telegiornale nostrano. Tipo il TG1 di Minzolini, per dirne uno a caso. Qualunque cazzata dica, qualunque passo faccia, qualunque rutto gli esca di bocca è un avvenimento. E la cosa non mi darebbe troppo fastidio, resterebbe materiale per i feticisti di Benny 16. C'è una cosa che però mi urta il sistema nervoso: oltre alla truffa colossale dell'otto per mille con la quale ci fottono soldi a palate per darli alla Chiesa e che potrebbero essere impiegati per cose davvero importanti tipo sanità e ricerca, ci sono anche le visite del Papa in luoghi dimenticati da Dio (e quindi giustamente Ratzi ce li ha ben presenti). Ogni volta che si muove, per motivi ignoti, spariscono dalle casse dello stato milioni di euro. E sinceramente non capisco come uno faccia, anche impegnandosi, a spendere due milioni e mezzo di euro, cioè cinque miliardi delle vecchie lire, per un viaggetto a Londra. La Ryanair ha dei voli per la capitale inglese che costano un euro, qualcuno potrebbe dirglielo. La cosa che mi da un fastidio immenso è che questi soldi non sono suoi ma sono soldi dei contribuenti, cioè di quelli che si svegliano alle 7 di mattina per andare a rompersi il collo sul posto di lavoro - quelli che hanno ancora la fortuna di avercelo - soldi regalati a palate perché sua santità possa spostare il culo da Roma e andare in giro per mezzo mondo a proclamare le sue verità: il preservativo non difende dall'aids, gli omosessuali possono pure esistere basta che se ne vergognino e si nascondano in un angolo, pregare per terremotati alluvionati e disgraziati vari senza però mollare una lira e così via.
Se proprio dobbiamo pagargli un viaggio la prossima volta pretendo che gli scegliamo noi l'agenzia di viaggi: che sia low cost e che tratti viaggi di sola andata.

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