Mi giunge una mail mentre scrivo questo post, nella quale il circolo IDV "Peppino Impastato" della mia città si scusa per non aver dato a tutti la possibilità di seguire l'intervento di Marco Travaglio al Santa Maria della Scala, di fronte al duomo. In effetti mettere due transenne per incanalare la fiumana di persone sarebbe stato utile, ma c'è poco da rimproverare ai ragazzi dell'Italia dei Valori.
L'amministrazione di Siena (a maggioranza Partito Democratico, si noti bene) non ha di fatto consentito all'organizzazione di disporre di spazi adeguati come poteva essere non dico Piazza del Campo ma almeno Piazza Indipendenza che sarebbe stata più che sufficiente a contenere un paio di migliaia di persone. Un tavolino, un paio di amplificatori e il gioco era fatto.
Invece no: mille trafile, mille spigoli burocratici, mille dinieghi, mille impedimenti. Non è stato neppure consentito loro di installare uno schermo fuori dal Santa Maria per permettere a coloro che non sarebbero riusciti ad entrare di seguire l'incontro. La motivazione è stata che le onde sonore danneggiano le opere d'arte.
Risultato: ieri sera davanti al duomo erano presenti un migliaio e passa di persone, fra cui il sottoscritto, che sono rimaste in fila per un'ora e mezzo solo per vedersi sbattere la porta in faccia. Motivi di sicurezza, dicono. Non ci sono abbastanza uscite di sicurezza all'interno - quando all'esterno ci hanno lasciati accalcare senza un vigile a guardare e senza una transenna. La folla si inferocisce e comincia ad urlare "Vergogna". Solo l'intervento di Marco trasmesso in solo audio, fra l'altro ad un volume troppo basso per non urtare la sensibilità di lor signori amministratori, riesce a placare gli animi. Non ci abbiamo fatto una bella figura.
Scrivo queste righe perché la gente ieri sera era incazzata con gli organizzatori ovviamente, che invece di colpe ne hanno poche o nessuna. Il comune di Siena è sempre ben disposto a fornire spazi e finanziamenti quando c'è da accogliere manifestazioni idiote tipo il Premio Frajese o gentaglia tipo Sgarbi, oppure quando c'è una qualsiasi manifestazione che abbia a che fare anche solo di striscio con il Palio. Se c'è da ricevere un giornalista come Travaglio, che li critica, ti boicottano.
Ieri sera me ne stavo sulla scalinata del duomo con l'iPad a scrivere di quello che stava succedendo e mi metto a parlare con alcune persone li vicino, incazzate quanto me. "Ma perché non l'hanno fatto in piazza? È suolo pubblico!" dico ad un tizio, il quale prontamente mi riporta alla realtà ricordandomi che le piazze non sono del comune, ma il loro utilizzo è a discrezione del comune. Un altro modo per prenderci in giro, di prevaricarci. Infatti le contrade segano in due le piazze, chiudono strade e fanno un casino allucinante per delle semplici cene, anche con musica sparata a mille che però evidentemente non danneggia nessuna opera d'arte - e va bene. Il comune spende centinaia di migliaia di euro per organizzare capodanni idioti con Laura Pausini e altre amenità in piazza del campo e non si rovina nessuna opera d'arte, non c'è nessun problema di ordine pubblico e così via. Questa si chiama prevaricazione, si chiama ipocrisia, e soprattutto si chiama "agli italiani sta bene così evidentemente", visto che tranne chi era presente nessuno si è incazzato.
Anche in queste cose, un po' in tutta Italia a dire il vero, abbiamo perso il senso di quali sono i nostri diritti. Primo fra tutti quello alla libertà di parola, che deve comprendere anche il diritto per tutti di ascoltarla quella parola.

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