C'è chi dice che Berlusconi è finito. Io non penso sia vero. Il Berlusconismo ha forse imboccato il viale del tramonto, ma non la persona di Silvio Berlusconi. Come tanti altri, nel paese del conflitto di interessi, non finirà mai in galera quali che siano i reati che ha commesso, e a questa idea è bene abituarsi. Tuttavia io penso che, complice anche l'ormai diffusa sfiducia nelle istituzioni e ahimé anche nella giustizia, nessuno voglia realmente vederlo dietro le sbarre. Basterebbe vederlo fuori dai palazzi del potere.
Ad ogni modo, anche in questo modo si presentano alcuni problemi. È cronaca recente quella sulle indagini della nuova P2 - la vecchia è al governo e si è un po' rammollita - che stanno portando alla luce un sistema di potere che si muove nel sottobosco, fatto di uomini piazzati nei punti chiave della politica, dell'industria e purtroppo anche della magistratura, il cui fine è quello di condizionare la vita politica ed economica del paese con il solo obbiettivo di ricevere un congruo tornaconto personale. In una politica così profondamente infiltrata da realtà che non credo sia fuori luogo definire sovversive, anche avere il ducetto di Arcore lontano dalla prima linea potrebbe non risolvere il problema. Anzi, sotto certi aspetti potrebbe perfino peggiorarlo in quanto gli consentirebbe di muoversi dietro le linee, come ai tempi di Craxi, lontano dai riflettori sotto i quali è stato costretto a mettersi per non fallire per debiti e finire in galera. Per contro ci sarebbe la seria possibilità di cogliere l'occasione e ripulire il letamaio politico che infesta il nostro parlamento, stavolta stando ben attenti a chi subentrerà alla classe dirigente attuale, memori degli errori di sedici anni fa, quando eravamo talmente contenti di chi usciva sotto le martellate di Mani Pulite che non ci siamo accorti di chi stava entrando.
L'opportunità, per essere colta, ha però bisogno di una strenua opposizione in parlamento a tutte le leggi vergognose di cui Berlusconi ha ancora bisogno e che sta tentando di far approvare. Quando dice che l'attuale disegno sulle intercettazioni non cambia lo stato attuale delle cose, domandatevi perché allora vuol farlo approvare subito. È la stessa strategia di sempre: se vuole ottenere cento, lui minaccia mille. Dopodiché fa togliere dal letamaio qualche palata di merda e si arriva così, per dire, a cinquecento. Lui ottiene comunque molto di più di quello che voleva e il Partito Democratico canta pure vittoria, con i suoi geni della politica che pensano addirittura di aver fatto bella figura. Questa purtroppo la fotografia attuale della nostra situazione: abbiamo degli incompetenti, perdenti nati, professionisti del niente che pensano di fermare un treno in corsa - e con ottime motivazioni a spingerlo, tipo evitare il carcere - con una fionda caricata a palline di carta masticate.
La partita non è ancora chiusa, e per ora sicuramente sta vincendo Berlusconi, e con lui tutto il marcio che si tira dietro.

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