Sedici anni per accorgersi che esiste, nella scena politica italiana, un conflitto di interessi gigantesco - non l'unico, ma sicuramente il più grande - fra gli interessi privati, anche giudiziari, di Silvio Berlusconi e quelli della nazione. Sedici anni per accorgersi dei metodi monarchici di gestione dei partiti di proprietà del nostro attuale primo ministro. Sedici anni prima di parlare di legalità in presenza dell'alleato/cofondatore/marito Silvio, rischiando fra l'altro il linciaggio da parte della platea adorante il sultano. Sedici anni per dire a voce alta che per Silvio Berlusconi la libertà è una parola da usare senza prima sciacquarsi la bocca come zucchero per tener buoni i gonzi.
Sedici anni. Non male, per un tipo sveglio come Fini. Ci dobbiamo credere? Oppure è più probabile che l'uscita sia stata fatta per puro tornaconto politico personale? Quale sia ovviamente non si sa. Qualcuno potrà obbiettare dicendo, a ragione, che ora verranno tolte le museruole a Il Giornale e a Libero che provvederanno a sbranare per bene il presidente della Camera, e che quindi deve per forza essere stato un gesto nobile dettato dalla coscienza. Forse si, ma un conto sono le dichiarazioni pubbliche, altro conto sono quelle che vengono fatte lontano da orecchie ed occhi indiscreti, le parole e le azioni che davvero contano. I messaggi pubblici, udibili a tutti, sono messaggi politici costruiti, come dimostra il fatto che lo stesso cavaliere organizza le proprie assemblee di partito affidandosi a registi e scenografi. Si tratta di un teatro e niente di più, finirà tutto a vino e tarallucci come al solito. L'unica soddisfazione vera è stata vedere il suddetto teatrino rovinato, il palinsesto deciso dal banana distrutto con conseguente schiuma ai lati della bocca, accontentiamoci.
Detto questo, passiamo al Partito Democratico. Anche se fosse tutta una scena che, verosimilmente, non avrà nessun seguito catastrofico per il banana, cosa fanno i grandi oppositori? A giudicare dalle ultime uscite di Bersani e di D'Alema - ci avete fatto caso? D'Alema appare sempre quando Berlusconi è messo in difficoltà per quanto minime per sparare enormi stronzate e screditare il Partito Democratico più di quel già non sia. Come diceva Travaglio, è un sempre un sorpasso in retromarcia - pare abbiano avuto un idea fantastica: identifichiamo in Fini la chiave di volta dell'opposizione. E già che ci siamo, apriamo pure a Rutelli e Casini. Benissimo, bravi, bis. Continuate a perdere le vostre identità facendovi identificare in partiti e ideologie che sono diverse da quelle che sono, o meglio dovrebbero essere, le vostre. Continuate a proporre alleanze diverse ogni giorno al vostro elettorato che si assottiglia sempre di più, cosicché uno poi potrà pensare che siete alla canna del gas, oltre che geneticamente incompetenti e incapaci, per dover essere costretti a cambiare idea ogni santo giorno. Si prospetta una seppur remota possibilità di elezioni anticipate? Dite che sarebbe gravissimo per il paese perché il paese è in crisi. Ma proprio perché il paese è in crisi serve una sterzata drastica, perché questa destra non è adatta a guidare questo paese. D'altronde c'è da capirli, quelli del PD: provate ad andare per strada a chiedere. Non troverete un cane che dirà di votare Partito Democratico per l'ideologia - quale è? - per il programma - dove è? - oppure per le persone che ci sono dentro - ciao Crisafullli. I motivi sono sempre la convenienza personale e perché, molto più frequentemente, dall'altra parte c'è lo spauracchio, la squallida alternativa. Quindi andare al voto in queste condizioni per il Partito Democratico significherebbe togliere tanti culi da altrettante poltrone, ecco il nobile motivo per cui ci prendono per il culo con la scusa che le elezioni ora sarebbero un male per il paese. Il male sarebbe tutto per loro.
Piangono lacrime amare dicendo che in queste condizioni il governo non farà le riforme. E questo è un pronostico di Bersani, quindi c'è da stare tranquilli. Oh, meno male: niente processo breve, niente giustizia ad personam, niente bavaglio alla libera stampa e alla magistratura. Ora siamo più tranquilli grazie a Bersani. Un oppositore serio sfrutterebbe questa situazione per tentare di togliere il paese dal mare di melma in cui è precipitato, non incoraggerebbe l'avversario che infatti ha subito fatto procedere il ddl vergogna sulle intercettazioni a passo serrato in parlamento, tanto per togliere un altro po' di credibilità a questa sinistra vergognosa e inguardabile, nonché troppo spesso complice di questo sfacelo.
Forse il motivo dell'outing di fini è proprio questo: fabbricarsi una opposizione in miniatura in casa, in mancanza di meglio. Pareva brutto cominciare a far vedere che sono tutti la stessa cosa. Stessa pasta, stessa famigghia.
E non tanto quello di Berlusconi, ma i nomi di coloro che non si sono opposti a questo scempio quando potevano farlo verranno ricordati dalle generazioni future che un futuro non ce l'avranno, ma potranno consolarsi con delle belle centrali nucleari e tante tonnellate di scorie radioattive. Nella storia è già successo, succederà ancora.
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