domenica, aprile 11, 2010

Chiesa, religione, ipocrisia

Non si tratta di insultare intimi sentimenti. Non si tratta di non rispettare le fedi altrui. Non si tratta di insultare la religione, perché ognuno è libero di credere in qualcosa a lui superiore. Si tratta semmai di porre una seria critica ed una seria presa di posizione nei confronti di quello che è ed sempre stato una forma di totalitarismo mascherato, che di questa fede si appropria e ne fa lo strumento per mandare  i popoli al macello, ieri nei campi di battagli oggi in altre forme ma senza che il concetto si sposti di una virgola. Quello che succede nel nostro tempo è infatti qualcosa che va guardato da un punto di vista neutrale, che non significa però illogico.

Una delle fondamentali conquiste maturate nell'evoluzione dell'uomo è la libertà di pensiero, cioè il rispetto per chi la pensa diversamente da noi. Questo rispetto non è solo per il pensiero ma anche per la credenza, per la fede, e per tutto ciò che da essa deriva, come riti religiosi, tradizioni e così via. Centinaia di anni dopo Voltaire e l'illuminismo purtroppo c'è ancora bisogno di riprendere certi argomenti in mano. La Chiesa Cattolica continua con vigore la propria incursione nella società, contro la razionalità e contro la ricerca scientifica, ricerca medica inclusa, propinando la sua alternativa: costanti ingerenze nella società, obbedienza acritica ad una dottrina religiosa scopiazzata da religioni più antiche e messa appunto tramite appositi concili pieni di risse, interferenza nell'etica individuale e sociale nonché sui governi - italiano in primis, con i politici piegati a novanta  - affinché tramite apposite leggi trasformino i dogmi di pochi nella legge di tutti (vedi aborto). 
La Chiesa Cattolica è a tutti gli effetti una via di mezzo fra un'azienda ed un partito, l'organizzazione che più gronda sangue in tutta la storia dell'umanità per via delle guerre e delle inquisizioni, esattamente le stesse cose per cui oggi con una faccia di bronzo ipocrita i benpensanti danno addosso a società "arretrate" come quelle fondate sull'islam. Si scordano lorsignori di ciò che è stato in casa loro nel corso della storia, e di ciò che ancora è oggi come gli innumerevoli casi di abusi sessuali su minori rigorosamente coperti ed insabbiati dalla Chiesa stessa, casi che solo in questi giorni stanno salendo alla ribalta.
Nei confronti di quella parte di umanità che non crede in questi dogmi, tradizioni e riti c'è una asfissiante e costante opera di propaganda ad opera dei mezzi di comunicazione, con la scusante del rispetto che si deve alla religione ed alla sensibilità dei fedeli.
Si chiede rispetto per la sensibilità religiosa, ma non solo.  Ci chiedono rispetto per chi propugna l’accanimento terapeutico sui decerebrati, per chi condanna l’uso della pillola del giorno dopo, per chi si oppone all’uso dell’aborto anche per fini terapeutici, per chi promuove la continuazione del dolore come mezzo di dominio sulle coscienze, per chi sentenzia giornalmente sopra a materie di normale amministrazione socio-politica e privata come le unioni civili, le pratiche sessuali. Per chi vuole decidere per noi tutto: la nascita, la vita, la morte.
Per quello che ho studiato io, quando si parla di rispetto esso è tale solo se è bilaterale. Ebbene, dove è il rispetto della Chiesa verso quella grande fetta di umanità che non aderisce ai suoi dogmi e che preferisce la razionalità alle favole? E quale rispetto si chiede, dunque? La sensibilità religiosa non è una patente di immunità che consente qualsiasi nefandezza senza subire critiche, e la retorica che tratta i fatti scientificamente dimostrati ma scomodi alla Santa Sede come "opinioni" è un trucco che insulta l'intelligienza altrui, posto che ce ne sia ancora.
Per questo io non rispetto chi non porta nessun rispetto alla mia persona, ne alla società intera se non quella parte che sbava e si inginocchia appena vede una tonaca color porpora, proprio come è stato loro insegnato.

0 commenti ricevuti: