martedì, febbraio 16, 2010

Terremoto a L'Aquila: Bertolaso, il Banana e i ladri

Alle 3.30 ero già nel letto che ridevo
L_aquila_1380299iQueste le parole di pietra che si leggono nella trascrizione di un intercettazione a carico di avvoltoi che aspettavano di essere coinvolti nel gran buffet della ricostruzione della città colpito dal terremoto il 6 aprile dell'anno scorso. Una frase che meglio di tutte le altre palesa in quale realtà squallida ci troviamo a vivere. Loro ridevano, pensando a quanti appalti sarebbero loro toccati tramite la Protezione Incivileguidata da Bertolaso e da Silvio Berlusconi. Loro ridevano. Parole che si abbattano come un macigno sul dolore e sul cordoglio delle persone che hanno perso i loro cari nel terremoto de L'Aquila.
E gli Aquilani? Loro ridevano un po' meno. Specialmente quelli rimasti sepolti dalle macerie delle case costruite con il fango anziché con il cemento. E mentre le persone muoiono nonostante gli allarmi lanciati da Giuliani su un imminente terremoto - fu denunciato per procurato allarme -, mentre i pompieri e i volontari tirano fuori i vivi da sotto le pietre e i muri crollati, magari il grande statista Silvio Berlusconi e i suoi amichetti si intrattengono fra plotoni di puttane, verosimilmente sghignazzanti, bevono champagne e si permettono pure di andare in televisione a gettare merda sui magistrati che fanno onestamente il loro lavoro. Trasformano la protezione civile in una macchina da soldi che trasforma ogni tipo di evento in emergenza al fine di bypassare le regole e i normali controlli di legalità per distribuire soldi e appalti agli amici. Il clientelismo della peggior specie, l'affarismo e lo sciacallaggio più schifoso messo in atto sputando sulle tombe dei morti e in faccia ai senzatetto. Ed è una colossale balla che gli aquilani siano stati sistemati: in migliaia sono ancora in alberghi e hotel.
Sulle frequentazioni di Bertolaso - che nel frattempo ha collezionato anche una ricca figura di merda all'estero, alle quali di solito provvede il suo amico di bassa statura - ci sono ancora dubbi e indagini aperte. Ma a sentire Berlusconi che parla di massaggi per la schiena e fisioterapia per il suo amico da parte di questa signorina "molto in gamba" pare quasi di sentir parlare lo stesso Berlusconi che si è inventato dieci storie diverse - tutte in contraddizione fra loro e quindifalse - sulla vicenda di Noemi Letizia. Che gli italiani se ne facciano una ragione: il banana mente. Mente perché è la sua natura.
Ma qui siamo sprofondati ancora più in basso. Che diavolo di persone sono quelle che, appena accaduta una tragedia che ha coinvolto centinaia di persone, pensano subito a come lucrarci sopra? Avvoltoi e sciacalli della peggior specie, individui indegni che personalmente mi rifiuto di considerare concittadini. Come dice Paolo Flores d'Arcais, sono solo "eroi mediatici costruiti sulla sofferenza e l'eroismo altrui". Che schifo.
In tutto ciò, le responsabilità politiche in senso lato sono molteplici ed enormi. Soprattutto per la cosiddetta opposizione, quella alla D'Alema, che da quindici anni scende a patti vergognosi con questo impresentabile omino, con questa macchietta che ha fatto e sta tuttora provocando danni enormi all'Italia. I casi sono due: o sono, per usare un eufemismo, ingenui e ci cascano tutte le volte oppure sono collusi e compiacenti per mantenersi le chiappe ancorate alle poltrone. In ognuno dei due casi, due ottime ragioni per cui devono fare i bagagli ed andare a casa, lasciando il posto a chi magari un'opposizione la sa fare. A qualcuno che possa ridare speranza a questa repubblica delle banane di cui, tanto per cambiare, mi vergogno di essere cittadino. Chi sia questo qualcuno lo dirà il tempo. Di sicuro non è Bersani. Di sicuro non sono i D'Alema, i Fassino, i Veltroni e tutti i loro compagni di merende. Forse non lo è neppure Di Pietro, anche se resta l'unico presentabile. Insomma, caro "governo ombra", se ti togli di torno, forse, prima o poi uscirà il sole.

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