lunedì, settembre 14, 2009

La dignità del servizio pubblico

Dopo l'appello di Michele Santoro a diffondere in rete lo spot di Annozero, alla ripartenza il 24 settembre dopo i sabotaggi burocratici perpetrati dalla direzione generale della Rai, e dopo il mancato rinnovo della copertura legale ai cronisti di Report - tradotto in soldoni bucati vuol dire che se quelli beccano una denuncia sono affari loro la Rai non li aiuta e con il mestiere che fanno è normale che ne prendano di querele e denunce - è la volta di Ballarò. Un semplice rinvio per il programma di Floris ma comunque significativo dal momento che detto rinvio è dovuto al fatto che martedì superman consegnerà le prime case ai terremotati d'Abruzzo e quindi nessuna controprogrammazione dovrà disturbare il momento di gloria e propaganda di papi, cucita su misura da Bruno Vespa, sarto a libro pago degli italiani.Ci saranno momenti di pianti, lacrime, ringraziamenti commossi al presidente del consiglio in un tripudio di osanne all'unto (e bisunto) del Signore.Un'ennesima piccola grande operazione di propaganda basata sul niente ad uso e consumo di un vecchietto che non sta bene (Veronica dixit) a discapito del servizio pubblico di informazione e della conoscenza di tutti gli italiani.
Perché non poteva occuparsene Floris di questa cosa? Troppo poco servizievole forse?


Una celebrazione autogestita dal presidente del Consiglio e dal suo maggiordomo preferito. Questo dicono i boatos di Viale Mazzini in un’ordinaria domenica di metà settembre. Vedremo nelle prossime ore se la notizia sarà confermata. E, soprattutto, come reagirà – se reagirà – il cosiddetto “presidente di garanzia” Paolo Garimberti.


Di seguito la lettera inviata dal presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Roberto Natale.

Il vertice Rai sembra aver smarrito il senso della dignità del servizio pubblico. La decisione della Direzione Generale di spostare “Ballarò” perché nulla infastidisca, nella prima serata di martedì, il “Porta a Porta” speciale dedicato alla riconsegna delle prime case ai terremotati abruzzesi, ha il carattere della propaganda più smaccata, con il servizio pubblico piegato al ruolo di megafono governativo. E’ la stessa Rai che si inventa motivazioni pretestuose per non mandare in onda i trailers di “Videocracy”, che lascia privi di copertura legale gli autori delle inchieste di “Report”, che fa sabotaggio burocratico di “Annozero”. Di una sola cosa bisogna ringraziare il vertice Rai: con queste ripetute azioni di censura sta facendo uno spot dietro l’altro a favore della manifestazione che la Fnsi ha convocato per sabato 19 settembre a piazza del Popolo. E’ sempre più chiaro che ad essere colpito non è soltanto il nostro dovere di giornalisti di raccontare le cose, ma il diritto di un intero Paese a conoscere, a non essere travolto da rutilanti campagne mediatiche. La piazza piena sarà la migliore risposta a questo zelo servile.

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