giovedì, luglio 31, 2008

Domani


Le falsità che ci hanno propinato in merito alle leggi vergogna recentemente annunciate, ed alcune già approvate, sono talmente tante che si stenta a contarle. Quello che sta succedendo è molto semplice, e noi "poveri malati di mente" lo stiamo gridando da tempo: si sta instaurando un regime. Di soppiatto, senza che nessuno ci faccia troppo caso. Oggi il Lodo Alfano, domani chissà.
Domani l'esercito per le strade. Domani un nuovo G8. Domani la magistratura devastata e annichilita. Domani la giustizia che non esisterà più. Domani la costituzione rovesciata. Domani saremo in un altro mondo. Fare qualcosa e farlo subito.

Combatteremo le leggi vergogna con tutti gli strumenti che abbiamo. Primo fra tutti quello del referendum abrogativo, anche se per tante cose sarà troppo tardi, e Berlusconi la farà comunque franca. Dobbiamo cambiare linea di tiro magari: io non voglio che vada in galera, o meglio lo vorrei e lo vorrebbe la giustizia ma a questo punto mi viene da pensare che sia impossibile. A questo punto, accontentiamoci di riuscire a cacciarlo dai palazzi del potere. Almeno proviamoci, ben presto ci resterà molto poco da perdere.

Per il referendum, per iniziare a fare il lavoro di quella che dovrebbe essere l'opposizione e disturbare finalmente il manovratore, si può cominciare ad informarsi qui.

venerdì, luglio 25, 2008

G8 e marmellata di fragole



Genova - Si conclude con un nulla di fatto uno dei più seguiti processi italiani dopo quello di Annamaria Franzoni, da cui il prossimo anno verrà tratta una fiction e un anime rivolto a bambini sordomuti.

La sentenza, largamente condivisa da tutte le parti in causa, scagiona quasi per intero il corpo di polizia che nel 2001 intervenne durante il G8 della ridente cittadina di Genova, condannando ad una pena lieve soltanto 3 poliziotti su 982.
Contrariamente a quanto ha sempre sostenuto la becera disinformazione di sinistra, ai quattro o cinque giovani drogati schifosi nel carcere di Bolzaneto non venne inflitta alcuna tortura e non venne fatto alcun male. Le foto che ritraevano corpi martoriati ricoperti di liquido rosso simile a sangue, in realtà furono scattate subito dopo la colazione a base di pane e marmellata di fragole, di cui i detenuti andavano talmente ghiotti da sporcarsi da capo a piedi (vedi foto nel riquadro).

Gli unici reati per cui i 3 poliziotti in stato di fermo dovranno scontare una pena esemplare (si parla addirittura di quindici giorni di arresti domiciliari al mare) sarebbero quelli di istigazione all'ingrasso per aver viziato i detenuti con troppe prelibatezze, tra cui appunto la marmellata di fragole.
A riguardo delle due bottiglie molotov confezionate dai carabinieri come prova ad arte non si è potuto procedere in quanto scomparse misteriosamente, alcuni imputati sostengono siano state usate da militanti no global per riempire accendini zippo con cui accendere altre molotov.

mercoledì, luglio 23, 2008

A cena con... l'Italia


Mi è capitato di starmene seduto a tavola con miei concittadini, tutti più vecchi di me anche di venti o trent'anni. Mi ha particolarmente colpito, nonché fatto passare l'appetito, il fatto che di dieci persone soltanto una o due (oltre al sottoscritto) si dimostrava interessata a determinati argomenti e si sforzava di provare a vedere certe cose da un punto di vista razionale. Intendo argomenti come quelli di cui abitualmente si tratta su questo come su migliaia di altri blog. Il resto degli astanti apriva bocca per parlare solo di night clubs, di calcio e altri argomenti simili.
Che male c'è, in fondo, nel parlare di queste cose? Nulla ovviamente, se si toglie il fatto che a me quelli tutti calcio-donne-telefonino mi stanno cordialmente sulle scatole. Nulla da obiettare se ci trovassimo, che so, in Norvegia.
Ma siamo in Italia. E il fatto che questi continuino a parlare di Ronaldinho e puttanate di egual metro mentre un nano coi tacchi rialzati distrugge la costituzione e la libertà, quella vera, che i nostri nonni (i loro padri!) hanno pagato con il sangue al solo scopo di non finire in galera lui e non far finire in galera i suoi complici mi fa letteralmente incazzare come una bestia.
Parli di Alitalia, dicendo che era ovviamente molto meglio vendere ai Francesi che avrebbero licenziato 2000 dipendenti invece di tenerla noi come peso morto sul bilancio dello stato (quindi delle persone comuni) per farla fallire, darla a un tangentaro come Ligresti e infine, di dipendenti, licenziarne 8000. E ti senti rispondere dall'altra parte: "Ma Alitalia è Italiana si o no? E allora ce la teniamo! A me i Francesi stanno sul cazzo!".
Parli di come questo governo che, in campagna elettorale, ha fatto una testa così a tutti con "la sicurezza" e poi di sicurezza ce ne sarà meno per tutti: niente intercettazioni, niente più legge uguale per tutti, niente più galera tranne che per i poveracci. In compenso ci difenderanno dall'immigrato cattivo con apposite leggi raziali.
E tutti i commensali ad applaudire.
Potrei andare avanti per ore, ma sono già abbastanza sconfortato ed incazzato con questa gente. Sono incazzato con questa gente perché sono l'alibi di questa politica corrotta, sono il motivo per cui il popolo coglione continua a vivere da ormai troppi anni in uno stato socialmente, politicamente e mentalmente comatoso. Sono il motivo per cui niente cambierà nell'immediato, così che i danni che continueranno a fare questi signori che siedono nelle poltrone di Roma saranno ancora più grandi, e il motivo per cui anche noi che vorremmo cambiare con tutte le nostre forze dovremo invece subire tutto quanto. Dovremo subire le leggi raziali, lo stato di polizia che va insediandosi giorno dopo giorno con l'esercito nelle strade, la corruzione, la mafia, la delinquenza, l'insicurezza e, molto presto, la povertà.
Ci vorranno tanti, forse troppi anni per ricostruire.
Sono incazzato con questa gente perché non si rende conto che ostentando quella che credono esperienza di vita ostentano ignoranza, mostrano il proprio lato italiota per cui siamo diventati lo zimbello del mondo intero.
E a tutti questi signori che pensano di essere uomini vissuti: apritevi un libro di storia (prima che dell'Utri li revisioni) e studiate, carissimi ignoranti, come si instaurò il regime fascista in Italia. Si parlava anche li di male minore, di "lasciamolo fare tanto alla fine farà bene". Poi provate ad aprire e leggere qualche libro scritto da qualche giornalista bravo. Oppure anche soltanto ad accendere la televisione e scremare le menzogne. Provate a rapportare il tutto alle parole che sentite oggi, alle cose che succedono oggi. Provate infine, se ce la fate, a pensare...

Il nano distrugge il paese, noi andiamo a puttane. Cosa ci meritiamo se non che vada ogni giorno di male in peggio?

martedì, luglio 22, 2008

Il caso che non c'è


Bossi sfancula pubblicamente l'Inno di Mameli e subito ci montano sopra il caso del secolo. Subito si parla del dove del come e del perché, lasciando anche al solito Berlusconi la parola sull'avvenuto. Egli si limita a commentare che l'alleanza è ancora salda. Lo dice ovviamente la stessa persona che pochi giorni prima aveva definito i manifestanti di piazza Navona col termine "spazzatura". Ovviamente nessuno parla apertamente di vilipendio, cosa di cui in effetti si è trattato, salvo arrogarsi il diritto di dare contro a chi dice che Napolitano dorme. Quello si che è un insulto al paese!
Dito medio a parte, Bossi tuona contro i "professori terroni" che gli hanno segato due volte il figlio alla maturità. Nessuno sembra ricordarsi che la moglie del senatùr è insegnante, per di più siciliana. Bossi tuona contro Roma ladrona, incita la sua gente a buttare la bandiera tricolore nel cesso e nessuno sembra più far caso al fatto che sia Ministro della Repubblica Italiana pagato da noi che nel tricolore ci riconosciamo. Quello credo gli stia più che bene.
Come gli sta bene che le persone non si ricordino che, oltre all'ictus che l'ha lasciato spettinato, si è beccato anche una bella condanna definitiva a otto mesi di reclusione per la maxi tangente Enimont oltre a una condanna per istigazione a delinquere e una per oltraggio alla bandiera.
Ora il punto non è tanto il dito medio, o le invettive, o i vilipendi. Il punto è che, se fossimo abbastanza sospettosi o più semplicemente un po' più svegli, ci verrebbe da pensare che la provocazione sia voluta, atta a distogliere l'attenzione, peraltro già calante causa vacanze estive (e vedrete le nefandezze che si concentreranno in questo periodo), dalle reali urgenze del paese che non sono Bossi col suo dito medio alzato, ché quello è solo l'ennesimo sintomo del male che affligge il nostro paese: in un paese normale, infatti, uno così non sarebbe al governo ma in un manicomio, in luogo della pena detentiva viste le condizioni fisico/mentali.
È questo l'ennesimo tentativo di trattarci come pecore. Non lasciamoglielo fare.

domenica, luglio 20, 2008

Il decreto... di soppiatto


Il pacchetto sicurezza è più o meno come il pacchetto natalizio: dentro c'è la sorpresa. La sorpresa in questione è un piccolo decretino scritto di proprio pugno da Berlusconi.
Il decretino in questione rende possibile il patteggiamento della pena anche a processo iniziato.
Il patteggiamento della pena non è altro che un modo per dare una sorta di "bonus" agli imputati che decidono di far andare più velocemente la giustizia, ammettendo la propria colpevolezza e beneficiando, in Italia, di uno sconto pari a un terzo della pena totale.
Ma che senso ha quindi il patteggiamento una volta che il processo è iniziato? Di più: che senso ha il patteggiamento quando il processo è praticamente giunto a sentenza? La giustizia non ha proceduto più rapidamente del normale perché il processo si è fatto, ma l'imputato beneficierebbe comunque del bonus per aver accorciato i tempi: un controsenso totale, uno dei tanti ai quali il cavaliere ormai ci ha abituati.
Controsenso per tutti, si, ma con una ovvia logica dal suo punto di vista.
Lui ormai è salvo con il decreto salva Berlusconi, detto anche Lodo Alfano, ma il teste Mills no. Lui non è ancora uno dei maiali, anche se in Italia potrebbe diventarlo un giorno se continua ad applicarsi con tanta dedizione nel prendere tangenti.
Ebbene se Mills vuotasse il sacco adesso e patteggiasse (a sentenza praticamente raggiunta!), e state pur certi che lo farà in questi giurni, riuscirebbe ad ottenere una pena inferiore ai tre anni. Che significa niente galera per lui e niente galera per il cavaliere dal momento che quando il processo riprenderà, e cioè a termine del mandato del cavaliere, tutto si risolverà in una sicura prescrizione.
E sempre "avanti popolo!", che in tutti questi anni ce l'abbiamo fatta l'abitudine ad essere presi per il culo. Di quanti regimi, dopo quello fascista e quello attuale, avremo bisogno per far maturare la nostra coscienza di popolo sovrano?

In un modo o nell'altro ce la caviamo sempre non è vero cavaliere? Di soppiatto. Pacatamente, serenamente.
Ma il tempo è galantuomo.

Attenzione:
da oggi disponibile il Settimo Bollettino, raccolta di interventi sul blog e altro ancora.

sabato, luglio 19, 2008

Domande


Siamo arrivati: finalmente le quattro alte cariche dello stato sono immuni ai procedimenti penali. Potremo avere un Berlusconi che querela a piacimento chi vuole mentre gli altri non potranno querelare lui. Non sono un esperto giusrista, ma mi pare che questo vada ampiamente in contraddizione con un articolo della costituzione che dice che siamo tutti uguali davanti alla legge. Quanto ci vuole a capirlo? Quanto ci vuole a capire che la legge sulle intercettazioni è uno dei danni più grossi che potevano fare per la sicurezza dei cittadini? Quanto ci vuole a capire che la risoluzione del problema della spazzatura è una balla, e ce ne accorgeremo nei prossimi mesi anche in altre città?
Perché la gente non è ancora sotto il parlamento con i forconi intimando a tutti questi signori di ritirare queste porcherie?
Forse siamo davvero il popolo di pecore che dicono. Ma adesso le cose andranno sempre peggio, la crisi economica mondiale investirà come uno tsunami tutti i paesi, e quelli che non avranno fatto in tempo a girare la prua verso l'onda verranno inevitabilmente rovesciati. Si prospetta una situazione economico-sociale alquanto oscura, dove la prima cosa che verrà definitivamente meno sarà la sicurezza. Ci scapperà il morto, vedrete. Mi domando solo in nome di cosa ci dobbiamo preparare ad affrontare tutto questo. In nome dell'impunità del cavaliere? Per permettere a lui e ai suoi amici di continuare a fare vita da nababbi e da delinquenti sulle spalle dei poveracci? Io non ci sto più.
Ci stanno prendendo in giro, ogni giorno un po' di più. Dicono che bloccheranno le frontiere (da chi? come? dove?), che aumenteranno la sicurezza dei cittadini (e tirano fuori la legge blocca-processi oltre ad una netta riduzione di fondi e di organico alla magistratura che, si sa, deve essere praticamente annullata e sottomessa), che faranno ripartire il paese (la gente non arriva più alla seconda settimana, altro che la quarta), che risolveranno il problema dei rifiuti (Napoli è sempre uguale se non peggio e l'anno prossimo vedrete il Lazio...) e una serie infinita di menzogne.
Lo Stato non c'è più, l'Italia non c'è più. I soldi sono finiti e l'economia è finita, quel che rimane è tutto in mano alle piccole lobby di potere che prendono un uovo, succhiano via tutto il contenuto e lasciano il guscio vuoto. E il governo a cosa pensa? A non finire in galera, mi pare giusto. E l'opposizione dove è?
Ma va tutto bene: così non si compromette il dialogo.

Sono stato una settimana in germania con degli amici e durante il viaggio di ritorno ci siamo fermati per prendere un caffè. Esco fuori a fumare una sigaretta quando un signore appostato fuori dall'equivalente dei nostri autogrill, rivolto verso di me, urla: "Italiano!" io mi volto, e il signore aggiunge con un sogghigno "Mafia eh?", al che io rispondo: "Si...".

Attenzione signor Berlusconi: il lodo può salvarla solo dai tribunali. Si ricorda cosa è successo qualche anno fa quando al potere c'era il suo amico? E la situazione non era neppure lontanamente paragonabile a quella attuale. Faccia due più due.

martedì, luglio 15, 2008

Frustrazione & Co.


Senso di impotenza palpabile quando si vede che ce ne stiamo tornando ai primi anni novanta, quando la politica aveva eretto una barricata fra se e la giustizia per evitare di finire in galera in toto. Allora, però, si poteva ancora sperare di capirci qualcosa, oggi non è più così semplice. Hanno imparato che il segreto perché non si ripetano più episodi come quello del lancio di monetine è quello di tenere sedata la popolazione, di farle credere che è in buone mani, che va tutto bene. Che i suoi principali nemici sono Grillo, la Guzzanti, Travaglio, Di Pietro... Berlusconi può permettersi di insultare gli elettori di "sinistra" (coglioni), i cittadini che osano manifestare dissenso in piazza (spazzatura), i magistrati che rappresentano la giustizia amministrata nel nome del popolo Italiano (feccia, organismi geneticamente modificati, disturbati mentali), ma è Grillo che offende quando dice che Napolitano sonnecchia (fornendo a Napolitano un alibi, fra l'altro, per quando firmerà il Lodo Alfano perché, se fosse sveglio e si rendesse davvero conto di cosa firma, dovrebbe vergognarsi di stare al mondo). È Travaglio che offende quando si limita a riportare i fatti, e i fatti è che siamo governati da delinquenti. È la Guzzanti che offende quando dice che il Vaticano sta perpetrando ideologie da caccia alle streghe. Roba dell'altro mondo, si direbbe in qualsiasi paese normale, ma questo è il paese dei miracoli!
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: Berlusconi al governo per la quarta volta, cinque leggi incostituzionali in un mese, impunità totale per le quattro cariche più alte dello stato (e presto per tutti i parlamentari, per par condicio...), un numero imprecisato di crisi diplomatiche aperte dall'inizio del governo e chi più ne ha più ne metta.
Non si vede ancora la luce in fondo al tunnel, ammesso che quella luce ci sia. Ammesso che non abbiamo imboccato la direzione che anziché all'uscita porta al baratro, mentre i mezzi di propaganda mediatica di regime stanno li a dirci che "tranquilli, la strada è quella giusta". Ammesso che un giorno succeda qualcosa di sconvolgente, che scuota le fondamenta del paese facendo svegliare le persone.
Si dice che le cose cambiano quando c'è un popolo che è pronto e un leader che è pronto. Forse la Guzzanti ha ragione e noi non abbiamo ne l'una ne l'altra cosa. Ma qualcosa prima o poi dovrà pur cambiare, e quello che questi signori stanno mettendo in piedi prima o poi è destinato a implodere su se stesso. Voglio solo che Berlusconi, Veltroni, Finocchiaro, Casini e tutti gli altri disonorevoli arrivino vivi fino a quel giorno.

martedì, luglio 08, 2008

Spiegare Berlusconi in 10 minuti

Lascio che parli il giornalista Marco Travaglio al posto mio.

lunedì, luglio 07, 2008

Ruolo invertito


Devo ammettere che il commento di un anonimo sul mio ultimo post mi ha alquanto ispirato. Nel senso che, come sempre quando si dicono cose spesso ovvie, mi ha strappato la tipica esclamazione: "giusto!".
Il blog riporta l'emblema "Sivlio c'è, ma a me me lo puppa!", elaborato dai geniali paguri, ma in effetti non è lui che lo puppa a me (o a noi). Sono le sue ministre, o un sottoinsieme di esse, che glielo puppano! Non solo loro, si intende. Certo che la Carfagna è andata al governo per le sue immense abilità politiche.
In fondo il latin lover brianzolo è diventato famoso per la sua passione per la patacca: dall'Italia fino alle lande Russe. Un vero orgoglio nazionale averlo come capo del governo.
Adesso c'è solo da aspettare che porti in fondo, assieme alla sua cricca di delinquenti razzisti mafiosi e corrotti, tutti i suoi piani. Dopodiché passerà un nuovo periodo storico. E oltre che le sue "bambine", le sue "fanciulle" e le sue schiavette, glielo pupperemo anche noi.

E intanto, ecco cosa succede nelle piccole realtà, come crescono le nuove generazioni: leggete uno dei tanti episodi.

sabato, luglio 05, 2008

Le abilità della signora Carfagna



Nessun dubbio che Mara Carfagna stia a capo di un Ministero per le sue abilità politiche. Ah no, un momento, la Mussolini dice proprio oggi sul Corriere:

«Ricordo più di un ministro per le Pari opportunità che scippava i disegni di legge a noi parlamentari. Noi studiavamo, e quelle si pigliavano gli applausi. Mara no. Ci ascolta, è umile. E poi fare il ministro è come fare la mamma: all'inizio non sai fare nulla, ma giorno dopo giorno impari»



Forse allora non è andata li che sapeva fare il ministro...
Vediamo un po': è al governo perché, in quest'Italia bacata e mafiosa, aveva conoscenze importanti (magari pure pericolose) che potevano garantire appoggi altrettanto importanti. Ipotesi forse da escludere, questa. Le uniche conoscenze che può aver avuto sono forse quelle dei fotografi, al massimo quelle dei parrucchieri. Anche stavolta, insomma, pare abbastanza ovvio e scontato che le abilità politiche (peraltro dubbie) non c'entrino nulla con le motivazioni che l'hanno portata ad essere deputato di Forza Italia prima e Ministro delle Pari Opportunità poi. Il mistero si infittisce

Magari è stato perché il suo capo ha pensato che potesse avere una certa influenza su un determinato tipo di elettorato? Per esempio quello composto dagli italiani medi che si rimbambiscono davanti al Grande Fratello o davanti a Striscia la Notizia sbavando dietro alle puttane o le veline di turno? Si, questa potrebbe andare... ma perché proprio la Carfagna? Perché non, che ne so, Pamela Anderson? Risultato garantito, in questo senso.

Ma allora, quali sono le abilità che hanno consentito alla Signora Carfagna di rivestire la carica di Ministro nell'attuale governo? Qualcos'altro, forse.

Un vero peccato che qualcuno abbia, casualmente, appena bloccato tutte le intercettazioni telefoniche. Il latin lover della brianza non se la sente che la gente scopra certe cose, immagino. Ma la signora Veronica, con un bel divorzio ultramiliardario, non ce la farebbe a portargli via abbastanza ricchezze da farlo sparire per sempre di scena? Signora Veronica, se vuole vengo a fare il tifo per lei!