sabato, maggio 31, 2008

"Ma non siamo in un regime"


"Chiaiano è un'area adatta allo stoccaggio dei rifiuti. Sarà dichiarata zona militare e protetta come tale. I dimostranti saranno arrestati e sbattuti in galera". Queste più o meno le parole dello psiconano su quello che accadrà adesso, e stavolta c'è ben poco da fraintendere: chi la pensa diversamente da come diciamo noi, finisce in galera. Ma non siamo in un regime.
Le notizie in proposito arrivano tutte ammorbidite: "Scontri e contatti fra abitanti e forze dell'ordine" dicono i telegiornali vergognosi, mentre quello che è davvero successo è che la polizia ha caricato i manifestanti pacifici senza una valida ragione, se escludiamo ovviamente quella di manifestare il proprio dissenso ad avere una discarica di veleni tossici dove giocano i proprio figli. Ma non siamo in un regime.
Tornerà il nucleare, almeno nelle intenzioni di questi psicopatici, fregandosene allegramente di un referendum che ha decretato la volontà del popolo sovrano contraria alle centrali nucleari. Ma non siamo in un regime.
Quello che ci dicono non è falso, il falso è sempre smascherabile: sono mezze verità, distorsioni della realtà. Ci hanno fatto il lavaggio del cervello e noi siamo stati li seduti in poltrona a lasciarcelo fare. Ma non siamo in un regime.

Tutto questo è destinato a cambiare. Nessuno sa quanto ci vorrà, ma lo insegna madame storia. Chi non impara dai propri errori, è destinato a ripeterli. Nel particolare, la cosa si applica a due categorie: i potenti mafiosi e corrotti e il popolo. Il popolo non arriva mai (o quasi mai) a ribellarsi finché non gli manca il pane sotto i denti. Ma se continueremo così è pressoché sicuro che è quello il destino che ci attende, ed è proprio qui il rovescio della medaglia: cosa succede quando il popolo è affamato?
E la fame può essere di tanti tipi: noi abbiamo fame di libertà, di informazione, di giustizia, di legalità. Quando avremo fame di cibo, vi faremo sapere.

lunedì, maggio 26, 2008

Hanno iniziato


Qualcuno ci aveva visto lungo. Il nostro nuovo governo capeggiato dal nano piduista è decisamente una accozzaglia dei peggiori squadristi.
Cosa sta succedendo a Chiaiano? Succede che la polizia carica indiscriminatamente uomini e donne che pacificamente dimostrano il loro dissenso ad avere un inceneritore di rifiuti accanto a casa propria. Succede che Berlusconi ci vende ancora le sue boiate e tutti ci credono, mentre l'Europa e il resto del mondo ci prendono per il culo e ci ridono dietro senza pietà. Ma noi siamo contenti: abbiamo 'o sole, 'o mandolino e 'a mamma.
Siamo un popolo di gonzi, un popolo addomesticato. Ci meritiamo ben di peggio degli inceneritori, ma niente paura: il peggio sta arrivando.
Quando la comunità europea si sarà stancata di noi, ci butterà fuori dall'unione. Sono certo che anche li il nanetto bastardo riuscirà ad ingraziarsi il popoletto di imbecilli, magari ritirando fuori la storia dell'euro di Prodi (ma non c'era lui al governo quando entrammo in Europa? Non era forse il suo governo che doveva vigilare sulla crescita incontrollata dei prezzi sui generi di prima necessità?). Il nostro mafioso venditore di fumo allora non si sa bene che cosa farà, ma io comincio seriamente a credere che anche lui, nella sua sfacciataggine, abbia dei limiti.
Avevo scritto che non abbiamo il governo che ci meritiamo in quanto non possiamo sceglierlo. Ma se la gente per strada applaude, benedice ed osanna Berlusconi, forse abbiamo quello che ci meritiamo eccome.
Ma allora che il nanetto stronzo se lo becchino quelli che lo hanno votato. Io Berlusconi non me lo merito. Chi non ha votato Berlusconi non se lo merita. Grazie di cuore a tutti quelli che lo hanno rimesso per la terza volta alla presidenza del consiglio, la fu opposizione in primis.

martedì, maggio 20, 2008

Chi ha paura di Marco Travaglio?


È proprio il caso di chiedersi chi ha interesse a screditare uno dei pochi giornalisti liberi rimasti in Italia. Quello che era il caso Schifani si è trasformato, per mezzo di una accurata campagna propagandistica pro-regime, nel caso Travaglio. Il caso Travaglio non esiste. Esiste soltanto la realtà corrotta e mafiosa di un paese allo sbando senza nessuna via d'uscita se non la via della rivoluzione violenta.
Il dramma non è Berlusconi. Il dramma non è la sinistra omertosa e collusa col popolo della libertà provvisoria. Il problema non sono le troie come la Carfagna che si ritrovano ministre delle pari opportunità (pari opportunità?) presumo solo grazie alla loro abilità con i soffoconi. Nessuno potrebbe fare nulla di tutto quello che fa, ne dire niente di tutto quello che invece si permettono di dire se non avessero il consenso, anzi, l'assenso popolare. E l'assenso è costruito con i mezzi di informazione, controllati e guidati in modo da formare l'opinione dei cittadini come meglio il regime ritiene necessario. Come dice lo stesso Travaglio, è questione di dizionario: un mafioso che in galera tace per difendere i suoi padroni si chiama omertoso, non eroe. Se la gente sapesse chi era Mangano, Berlusconi non potrebbe fare le sue affermazioni. O meglio, potrebbe farle ma nessuno vi crederebbe, perderebbe credibilità, il paravento dell'informazione falsata e corrotta verrebbe meno e, con lei, il suo strapotere. Il sistema imploderebbe su se stesso, con il tempo. Ma arrivati al punto in cui siamo, il sistema si è stabilizzato e imploderà soltanto quando noi decideremo di toglierlo di mezzo. Ecco perché tutti loro hanno paura di Travaglio: mancava qualcuno in grado di risvegliare le anime sopite degli italiani e, adesso che in lui vedono lo spettro di questa figura, tentano di toglierlo di mezzo. Non permetteremo che questo accada.

Buffo. Qualche anno fa consideravo quelli che parlano di "sistema", annessi e connessi degli psicopatici con manie di persecuzione, di quelli che vedono i complotti ad ogni angolo di strada. Siamo andati oltre: questi non hanno neppure bisogno di nascondersi negli angoli. Come si dice, quando vuoi nascondere qualcosa, mettila bene in vista.

domenica, maggio 18, 2008

La televisione è il manganello


La televisione è il nuovo manganello italiano. Nessuno potrebbe mai usare un manganello vecchio stile, per le strade, senza rischiare che la gente capisca tutto, o almeno qualcosa. In un contesto dove nessuno sa più nulla, la democrazia è solo il fantasma di un vecchio ideale e la culla dell'impero romano è diventata lo zimbello d'europa, tornano a farsi sentire gli pseudo-fascistoidi come Fini, che insinuano che solo chi non disturba il manovratore può avere voce in parlamento. Mio dio, come siamo caduti in basso...
Forse sono solo io che sento una stretta al cuore quando vedo le casalinghe ma anche i ragazzi applaudire Berlusconi al seguito di una delle sue solite bestemmie. Quando sento i giornalisti servi del potere parlare solo di papa, troie e animali, in contrapposizione a quei pochi veri giornalisti liberi che sono rimasti. Quando vedo che l'idolo delle ragazzine di oggi non è più il cantante della band di turno ma Fabrizio Corona (sic!).
Tutte piccole tessere, di per se più o meno insignificanti, che vanno a comporre un mosaico che è, nella sua interezza, la raffigurazione della disfatta che ci attende. Se avessimo un centesimo dei coglioni che avevano i nostri nonni, forse vivremmo in un paese libero. Se avessimo un centesimo del coraggio e del senso di libertà che avevano loro, saremmo sotto al parlamento con i forconi. Ma tutto questo non succederà mai perché siamo un popolo anestetizzato dalle bugie e dalle mezze verità dei mezzi di informazione. Un popolo ignorante tenuto sotto scacco da una scatola, dove qualunque delinquente da strapazzo può permettersi di fare il revisionista sulle sue stesse malefatte senza che nessuno lo contraddica.
Finché non ci mancherà il pane sotto i denti non ci sveglieremo mai, e non so se rallegrarmi o meno del fatto che quel giorno non è poi così lontano.
Non credo in dio, in nessun dio, ma se qualche ipotetica divinità dovesse venire in nostro soccorso giuro che sono pronto a convertirmi...


- OT -
Non ci voglio credere... il pazzo delle occupazioni... l'emo... l'incravattato... pensavo che al limite ci fosse già arrivata... e invece... Non ci si sorprende mai troppo delle persone!
Segue conato di vomito... Altro che crisi politica, dritti verso la catastrofe ahahahahah!
Scusate l'off topic, ma giuro che mentre scrivo ste due righe ho davanti una foto che... pffff... no via, non ce la faccio mi viene da ridere... Magari apro un altro blog per tutti questi aneddoti...

martedì, maggio 13, 2008

Locale


Forse non tutti, in Italia, leggono il Vernacoliere. Quello che è uno dei pochi, ultimi baluardi di resistenza al sistema corrotto che manda avanti questo paese, gestito da persone serie, logiche, oneste, non gode purtroppo di capillare diffusione nelle edicole italiane (nonostante sia possibile abbonarsi alla risibile spesa di 24 euro all'anno). Oltre a vantare disegnatori del calibro di Daniele Caluri, può vantare menti illuminate come quella di Mario Cardinali.

Pubblico oggi sul blog il manifesto della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica, scritto da Federico Sardelli, un altro dei collaboratori del Vernacoliere.

Perché se alla religione "si deve rispetto", lo stesso possono dire tutti gli altri.

Manifesto (o Manifestino)

della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica

L’evoluzione dell’uomo ha permesso alcune fondamentali acquisizioni: il principio di non contraddizione, la penicillina, la democrazia, il rispetto per il pensiero altrui. Questo rispetto viene giustamente esteso a tutto ciò che non è puro pensiero ma anche credenza, spiritualità e ciò che questi concetti di sfuggente definizione producono in campo etico: riti religiosi, manifestazioni devozionali, etc. Bene: oggi, anno 2008 dell’era post-tecnologica e informatica, a più di due secoli dall’Illuminismo ed a quasi un secolo dalla teoria della relatività, la Chiesa Cattolica continua le sue incursioni contro la razionalità, l’evoluzionismo, la ricerca scientifica, la medicina curativa e palliativa e molti altri baluardi della nostra debole maturità umana. Per contro, la Chiesa Cattolica, propugna con vigore e in modo invadente il suo modello di civiltà: l’obbedienza acritica verso una dottrina ed una tradizione forgiata a suon di concilî rissosi, papi sanguinarî e persecuzioni inquisitorie, l’ingerenza nell’etica individuale e sociale, la pressione costante sui governi - segnatamente quello italiano ma in principio quelli di tutto il mondo - affinché modellino le proprie leggi sulla base dei dettami cattolici, la condanna di ogni etica diversa da quella cattolica e la pretesa di fungere da unico paradigma di comportamento non soltanto per gli adepti di quella sètta ma per tutti gli esseri del mondo.

A complemento di questa protervia dottrinale vi è una pratica religiosa troglodita e barbara fatta di riti necrofili e pacchiani, come l’ostensione del cadavere di Francesco Forgione, l’agitazione di ampolle contenenti il falso sangue di un morto, il cencio dipinto in epoca medievale con la pessima riproduzione dell’impronta di Gesù, le lacrimazioni di statue di gesso, riti che sarebbero del tutto risibili se non fossero accompagnati dalla frode (la maschera di silicone sul volto del cappuccino, il falso storico-chimico della sindone e del sangue liquefatto, etc) e deliberatamente vòlti al profitto economico, oltreché al plagio ed alla soggezione degli ignoranti.

L’universalità dei mezzi di comunicazione e la forza che la Chiesa Cattolica esercita su di essi rende la moltiplicazione di questi riti, divieti, sentenze e prescrizioni del tutto assillante ed invadente nei confronti di quell’enorme parte della civiltà umana che non vi crede. Questo è il punto: la Chiesa Cattolica ed i suoi adepti difendono questa congerie di riti e superstizioni appellandosi al rispetto che si deve verso la religione e verso la sensibilità religiosa dei credenti. Di fatto questo limite è infinito, non potendosi sondare quale sia il punto oltre cui la «sensibilità religiosa» di una certa persona si ritenga urtata. La civiltà dell’Illuminismo, del libero pensiero e della democrazia ha portato a maturare il rispetto verso le idee e le idee religiose dei singoli, estendendo il principio della difesa della libertà di pensiero anche a coloro che per secoli hanno fatto del settarismo e della persecuzione il principale mezzo di propaganda della loro dottrina.

Oggi il libero pensiero, la libera ricerca scientifica, la libertà di scelta morale dei singoli è costantemente ostacolata, criticata e negata dalla chiesa Cattolica con l’opera di capillare propaganda portata avanti dal suo capo. Di fronte ai continui attacchi verso i principî che ci hanno permesso di uscire dalla barbarie dei secoli passati e dalla soggezione di una dottrina opprimente e involutiva, è necessario che gli uomini razionali difendano il loro patrimonio di cultura e di evoluzione, così come è necessario alla fragile democrazia difendersi dalle insidie del sempre rinascente totalitarismo. È per questo urgente motivo che, d’ora in avanti, non porteremo più rispetto verso la «sensibilità religiosa» di chi ci propone sfacciatamente l’adorazione di cadaveri o parti di essi, di chi propugna l’accanimento terapeutico sui decerebrati, di chi condanna l’uso della pillola del giorno dopo, di chi si oppone all’uso dell’aborto anche per fini terapeutici, di chi promuove la continuazione del dolore come mezzo di dominio sulle coscienze, di chi sentenzia giornalmente sopra a materie di normale amministrazione socio-politica e privata come le unioni civili, le pratiche sessuali, etc. Non gli porteremo alcun rispetto, perché il loro pensiero costituisce un danno ed una involuzione per la società.

Perdipiù, il principio di rispetto verso le idee e convinzioni altrui dev’essere reciproco: non si capisce perché la Chiesa Cattolica debba giornalmente infrangere questo principio offendendo la sensibilità e la razionalità di tutti coloro che non si riconoscono parte di essa, proponendo loro argomenti, dettami e comportamenti che offendono la logica e la ragione. Gli uomini razionali, eticamente maturi e pacifici hanno dunque tutto il diritto di risentirsi e considerarsi offesi di fronte a queste continue incursioni. È per questo principio che, al puro scopo di autodifesa, sospendiamo ogni forma di rispetto verso la Chiesa Cattolica, avendo come unico limite quello delineato del codice civile e penale. Tutti i riti, le affermazioni e le azioni della Chiesa Cattolica che risulteranno contrarie alla logica, alla ragione, al buon gusto e ad un’etica laica matura ed evoluta, saranno pertanto fatto oggetto di scherno, riso e mancanza di rispetto. Sarà dunque lecito al laico ed all’uomo razionale non solo criticare, ma anche prendere a pernacchie l’apparizione di un santo fra le macchie di una padella o quei miracoli dove si ringrazia perché non sono morti proprio tutti. Ciò che offende la ragione non sarà più rispettato.

Concetti come «fede», »sensibilità» e «spiritualità» non potranno più costituire una copertura ed una patente d’impunità per tutto ciò che di illogico, ripugnante, antistorico, antiscientifico e laicamente immorale propugna la Chiesa Cattolica.

Federico M. Sardelli

martedì, maggio 06, 2008

Bastardi


Nicola Tommasoli è morto in seguito alla brutale aggressione ad opera di cinque pezzi di merda figli di papà appartenenti alla Verona "bene". Il tutto per una sigaretta rifiutata.
I giornalai da strapazzo (tipo repubblica) si affrettano a mettere in chiaro che non c'è nessun movente annesso o connesso alla politica nel gesto dei cinque imbecilli, per altro pare vicinissimi a Forza Nuova. Se non fossimo il paese che siamo questi singorini passerebbero il resto dei loro giorni in galera (parlo sia dei naziskin che dei giornalisti). Mai disperare.
La cosa che personalmente trovo sconcertante, anche se non giunge inattesa, è che si sia parlato per una settimana senza un minuto di sosta di uno stupro a Roma, e un omicidio ad opera di nazi-fascisti relegato in seconda o terza pagina. Domani, sarà già scomparso dalle cronache o quasi. La differenza fondamentale sta ovviamente nel fatto che lo stupro a Roma è arrivato nel momento giusto al posto giusto, fra l'altro compiuto da un extracomunitario, quindi dall'arabonegrocattivo, dal quale vogliono farci vedere quanto sono bravi a difenderci. Il pestaggio, a cui è seguita la morte del giovane malcapitato, è avvenuta invece ad opera di ragazzi italiani per bene.

Il tutto avviene mentre Veltroni dialoga (lui DIALOGA) nei salotti del PD, mentre il nano mafioso comincia già ora a spartire la torta (messa insieme per la gran parte da Prodi, checché se ne dica) con gli amici e gli amici degli amici, mentre i leghisti tentano di affossare ancora di più l'immagine italiana in tutto il mondo, per altro già compromessa...

Il tutto avviene mentre i veri criminali, come quei cinque esaltati e il 90% dei nostri politici, si godono la vita. D'altra parte, in un paese dove la pena massima a fronte delle peggiori nefandezze (come strage, falso in bilancio, falsa testimonianza, associazione mafiosa e chi più ne ha più ne metta) è, quando proprio ti va di sfiga, la presidenza del consiglio dei ministri, può succedere di tutto. Prepariamoci, hanno già cominciato.

lunedì, maggio 05, 2008

I morti non possono parlare


Il fatto che ci siano ancora degli schifosi parassiti che affermano che EnzoBiagi non è stato cacciato dalla televisione pubblica dopo quarant'anni di pubblico servizio (quello vero) fa riflettere. Con quanta veemenza, con quanta convinzione questi vermi affermano il falso. Non c'è da stupirsi che le persone non sappiano nulla di quello che sta succedendo. Enzo Biagi fu lasciato solo e da gran signore affermò che preferiva "andarsene per aver detto delle verità, piuttosto che restare al prezzo di certi patteggiamenti". Enzo Biagi è morto, e di uomini come lui ne nascono troppi pochi, e purtroppo i morti non possono replicare alle nefandezze che in giro si dicono di loro, con il tacito assenso dei "giornalisti" schifosi come Riotta.
Non dobbiamo lasciare soli uomini come lui era, uomini come Travaglio, Abbate, Gomez, Corrias, Stella, Rizzo... se proteggiamo loro, proteggiamo noi stessi.

Viviamo in un regime in piena regola: mancano solo i manganelli fascisti per la strada, ma quelli non li useranno mai, altrimenti la gente potrebbe capire.

In un suo post recente, Daniele Martinelli fa un'analisi della situazione attuale che condivido al 100%, anche perché avevo già esposto un'idea analoga qui. Ho trovato l'articolo molto ben fatto e di ottimo spunto di riflessione per tutti.

citaz.
"Mi sono anche abbronzata"
- Azione/Reazione: la prossima volta, bruciati.

venerdì, maggio 02, 2008

Nota fuori tema... o quasi












In data 30 aprile 2008, la splendida fanciulla che vedete qui accanto (insieme al sottoscritto) si è laureata in economia e commercio. Contro mille avversità, rispettando gli impegni presi con se stessa, sfidando addirittura gli infidi terreni dell'informatica, raggiunge quello che è sicuramente uno dei più importanti traguardi della sua vita. Avanti tutta verso la specialistica adesso!


Nota a margine
Carissimo (si fa per dire) neo presidente del consiglio le rivolgo un appello, dopo tanti vaffanculo gratuiti: non è che per caso potrebbe togliere di mezzo la legge 30? No, giusto perché persone come questa ragazza abbiano ciò che di diritto gli spetta dopo aver sputato sangue per quel pezzo di carta: un posto di lavoro, poter programmare un futuro, avere uno stipendio dignitoso. Il tutto senza dover scappare all'estero. Grazie. Da domani ricomincio a sfancularla.