lunedì, settembre 15, 2008

Repubblica delle banane, governo delle puttane


Negli anni delle stragi dei giudici Falcone e Borsellino, l'Observer diceva che l'Italia stava rapidamente diventando la repubblica delle banane europea. Repubbliche delle banane sono quei paesi, specie del Sud America, dove vige uno stato di continuo dissesto sociale e politico, dove gli scontri armati e gli agguati sono all'ordine del giorno, dove la parola democrazia è un vocabolo che non si trova sui dizionari.
A quindici anni di distanza dalla fine della Prima Repubblica, dal buco nero che avvolge la nascita della seconda, ci dobbiamo ritrovare ad ammettere che la previsione non era troppo sbagliata.
Le aggressioni, specie di stampo razzista e fascistoide, sono quasi all'ordine del giorno, una specie di assalto perpetrato dalla pura razza ariana italiota nei confronti dell'immigrato cattivo che viene a rubarci il lavoro. O peggio, i biscotti.
La parola democrazia ci siamo ormai dimenticati cosa voglia dire, sappiamo solo dire "tanto funziona così, che ci vuoi fare?", dimenticandoci troppo spesso che siamo uomini liberi e non sudditi dei delinquenti, dei criminali, dei razzisti, di questi incapaci che sono al governo.
Mentre al governo ci sono esseri di ogni genere.
Abbiamo una serie di ministri che a turno, con il tam tam dei media al guinzaglio, presentano il loro piccolo decretino per far vedere che lavorano.
Alfano con il Lodo e con i braccialetti per i detenuti, braccialetti per altro dimostratisi inutili in qualsiasi campo di applicazione, al fine di liberarne ben e dico ben quattromila, risolvendo così il problema del sovraffollamento delle carceri. Peccato che l'esubero nelle carceri sia di circa quarantamila detenuti, peccato. Sarà per la prossima.
La Gelmini manda a casa quasi novantamila insegnanti per ripristinare il maestro unico. Non contenta, tuona contro le promozioni facili al sud. Proprio lei che dal nord è volata laggiù per sostenere un esame dato che, per sua stessa ammissione, c'era il triplo di probabilità di essere promossa. Viva la coerenza.
La Carfagna che indice la galera per le prostitute e per i clienti delle stesse da un minimo di cinque ad un massimo di quindici giorni, quando in Italia non si va in galera sotto i tre anni. E per andare in galera per un simile "reato" dovrebbero essere colti in flagrante (se non possono più stare in strada dove li becchi?), si dovrebbe poi dimostrare che stavano contrattando denaro in cambio di sesso e infine, se per un qualche miracolo si dovessero trovare le prove che incastrano i due (praticamente impossibile), si dovrebbe celebrare tutto il processo, che può durare anche molti anni, finché dopo tre anni non interviene la prescrizione del reato. Se anche per un altro miracolo si riuscisse a far condannare o la prostituta o il cliente, questi dovrebbe finire in cella per quindici giorni, poniamo. Ergo, non va in galera. L'unico risultato è quello di intasare i tribunali con altre migliaia di processi, per rallentare ancora di più la giustizia dato che per qualcuno che deve salvare alcuni amici è ancora troppo "veloce".

E mentre Berlusconi usurpa delinque e deruba impunemente, si permette di tanto in tanto di apparire nelle sue televisioni a predicare sicurezza e giustizia per tutti. Riuscendo anche a farsi applaudire dal popolo coglione. Un po' come se uno che viene legato ad una sedia da un ladro mentre quest'ultimo gli svuota la casa gli facesse notare che si è dimenticato di controllare sotto il materasso del letto dove tiene i risparmi di qualche anno di lavoro. Chissà che risate si fa il cavaliere dopo ogni intervista e dopo ogni comizio.

Viva l'Italia.

1 commenti ricevuti:

saffo ha detto...

sono perfettamente d'accordo con te. complimenti e continua così :D